La satira politica è un genere difficile da maneggiare, ma giovedì 4 gennaio esce nelle sale italiane un film che molti indicano come esempio magistrale di questo tipo di comicità. Si intitola 'Morto Stalin se ne fa un altro' e queste sono tutte le indicazioni che possiamo fornire senza fare spoiler.

MORTO STALIN SE NE FA UN ALTRO: COS'È

'Morto Stalin se ne fa un altro' è una commedia nera ed è l'adattamento del fumetto francese 'La morte di Stalin', scritto da Fabien Nury e disegnato da Thierry Robin.

LA TRAMA
La notte del 2 marzo 1953 getta nel caos il regime che governa l'Unione Sovietica: il dittatore Joseph Stalin è infatti prossimo alla morte. Attorno al capezzale si muovono una serie di personaggi che sperano di approfittare della situazione per prendere il suo posto alla guida dell'URSS: il pragmatico Nikita Khrushchev, il fedelissimo Vyacheslav Molotov, il confusionario Georgy Malenkov, l'implacabile generale Georgy Zhukov e il mefistofelico capo dei servizi segreti Lavrentiy Beria.

IL TRAILER


L'AUTORE
'Morto Stalin se ne fa un altro' è scritto e diretto dallo scozzese Armando Iannucci, classe 1963 e figlio di una donna di Glasgow e di un uomo di Napoli trasferitosi nella città scozzese per aprire una pizzeria. Iannucci è considerato uno dei migliori rappresentanti della satira politica britannica, con esperienze in teatro, televisione e al cinema.

IL CAST
È un cast di tutto rispetto, quello che vedremo su grande schermo: Khrushchev è interpretato da Steve Buscemi ('Le iene', 'Il grande Lebowski'), Molotov da Michael Palin (membro dei Monty Pyton e visto nel film 'Un pesce di nome Wanda'), Malenkov è Jeffrey Tambor ('Tutti pazzi per Mary', 'Arrested Development'), Zhukov è Jason Isaacs (il Lucius Malfoy della saga di 'Harry Potter') e Beria è Simon Russell Beale ('Penny Dreadful', 'Into the Woods'). Accanto a loro troviamo anche Olga Kurylenko ('007 – Quantum of Solace', 'La corrispondenza') nei panni della pianista dissidente Maria Yudina, poi Rupert Friend ('Orgoglio e pregiudizio') e Andrea Riseborough ('Oblivion') in quelli del figlio e della figlia di Stalin.

IL PARERE DI CHI L'HA VISTO
Pubblico e critica internazionali hanno accolto con entusiasmo 'Morto Stalin se ne fa un altro'. In generale, il giudizio è motivato dal fatto che la satira politica di Armando Iannucci è affilata come non mai e riesce a veicolare un'inquietudine che prende di mira anche certe derive contemporanee: così facendo si pone come monito per il presente e il futuro.

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