La sezione italiana del WWF ha festeggiato la firma dell'accordo fra il governo del Messico, la Fondazione Leonardo DiCaprio e la Fondazione Carlos Slim per scongiurare l'estinzione della vaquita.

COS'È LA VAQUITA?
È il più piccolo fra i cetacei e vive esclusivamente nelle acque del Golfo del Messico, suo unico habitat. A causa soprattutto della pesca illegale, negli ultimi sei anni il numero di esemplari in libertà era diminuito in maniera drammatica e si calcola che ne siano rimasti ormai meno di trenta.

L'INTERVENTO DI LEONARDO DICAPRIO

Ecologista convinto, l'attore ha fatto pubblicamente pressione sul presidente del Messico Enrique Pena Nieto, riuscendo a ottenere la sua attenzione e avviando le trattative che hanno portato all'accordo fra il governo messicano da un lato e dall'altro la fondazione di Leonardo DiCaprio e la fondazione del tycoon Carlos Slim.

COSA PREVEDE L'ACCORDO
Il governo si impegna a vietare l'uso del tramaglio, una particolare rete utilizzata per la pesca illegale di un'altra specie a rischio di estinzione, cioè la totoaba (molto richiesta in Cina, dove le vengono attribuite virtù medicinali). Proprio nel tramaglio rimangono spesso incastrate le vaquita, vittime collaterali della caccia alla totoaba. Il Messico si impegna anche a vietare la pesca nelle ore notturne, quando cioè l'oscurità rende più difficile verificare se i pescatori stanno agendo nel rispetto della legge oppure no. Dal canto loro, le fondazioni di Leonardo DiCaprio e Carlos Slim si impegnano a creare valide alternative di sostentamento per coloro che senza la pesca illegale non avrebbero di che vivere.

LA STRADA È ANCORA IN SALITA
Per quanto l'accordo sia un'ottima notizia, in realtà non risolve automaticamente i problemi. Già in precedenza ci sono stati divieti di pescare in determinate aree o di utilizzare determinate reti, ma si sono rivelati inefficaci o impossibili da far rispettare. E con meno di trenta esemplari di vaquita ancora in vita, ogni nuovo passo falso può rivelarsi fatale.