Approfittando del ponte per la Festa della Liberazione, lunedì 24 aprile esce nelle sale italiane il nuovo film di Gianni Amelio. Si intitola 'La tenerezza'.

COS'È
È un film drammatico che procede con un andamento pacato e che mette al centro della scena una generica inquietudine di vivere: la volontà di non spiegare in modo cristallino perché i personaggi lo provano potrebbe spiazzare gli spettatori che preferiscono indicazioni chiare sul mondo interiore dei personaggi.

LA TRAMA
Siamo a Napoli, dove il vecchio Lorenzo abita da solo in un antico palazzo: è vedovo, ha due figli che tratta freddamente e un nipotino con il quale cerca di andare d'accordo. Un giorno scopre di avere nuovi vicini di casa, una giovane coppia (Fabio e Michela) e i suoi due figli. L'interazione con loro, e soprattutto con Michela, sembra dare nuove direzioni alla vita di Lorenzo. Un imprevisto è però in agguato.

IL TRAILER



IL REGISTA
Nato in provincia di Catanzaro nel 1945, Gianni Amelio è uno dei "grandi vecchi" del cinema italiano: dopo la laurea in filosofia si trasferisce a Roma e inizia a lavorare come operatore di ripresa e come aiuto regista, per il cinema come per la televisione. Esordisce come regista proprio con un film per la TV ('La fine del gioco', 1970) e un decennio più tardi firma il suo primo lungometraggio per il grande schermo ('Colpire al cuore', 1983). Tra i suoi film più famosi: 'Il ladro di bambini' (1992), 'Lamerica' (1994) e 'Così ridevano' (1998, Leone d'Oro al Festival di Venezia).

IL CAST
Attori di tutto rispetto hanno lavorato a 'La tenerezza': il vecchio protagonista (Lorenzo) è interpretato da Renato Carpentieri, mentre i suoi due figli sono Giovanna Mezzogiorno e Arturo Muselli. Il marito e la moglie che vanno a vivere accanto a Lorenzo sono Elio Germano e Micaela Ramazzotti.

MIA FORA THYMAMAI
'Mia fora thymamai' è il titolo del brano musicale che accompagna i titoli di testa e che poi torna costantemente nel corso del film. Si tratta di una canzone della cantautrice greca Arleta ed è molto bella:



IL PARERE DI CHI L'HA VISTO
Il pregio maggiore del film è raccontato dal titolo: la tenerezza, insieme alla pietas, sono i due fari che hanno guidato Gianni Amelio nel racconto dei suoi protagonisti. Il risultato è un film che riesce nella non facile impresa di mettere in scena persone che sbagliano perché deboli, non perché cattive, e di farlo senza assolverle ma nemmeno condannarle. Notevoli anche le interpretazioni dei protagonisti e la direzione della fotografia di Luca Bigazzi, considerato a ragione come uno dei migliori d'Italia nel suo campo.