Kiev, 14 maggio 2017 - La scimmia nuda non balla in Europa. Ieri sera a Kiev l’Eurovision Song Contest 2017 è andato al Portogallo rappresentato da Salvador Sobral con “Amar pelos dois”, seconda la Bulgaria con il giovane Kristian Kostov e la sua “Beautiful mess”. Seguono Moldavia, Belgio e Svezia.

S’infrange, così, il sogno del triplete per Francesco Gabbani (Sanremo Giovani 2016 e Sanremo 2017) che però è il vincitore morale della “Champions League” canora: il video di “Occidentali’s Karma” è il più visto della storia dell’Eurovision. E la hit - fresca di certificazione Fimi triplo disco di platino con oltre 150mila copie vendute -, è un tormentone in tutta Europa. Il carrarese, comunque, non torna a mani vuote: il premio della sala stampa è andato proprio all’italiano.

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Il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo non è stato aiutato dal sorteggio dell’ordine di esibizione. Il toscano ha cantato nella prima fase del programma, da sempre la meno indicata per raccogliere voti. Gabbani che si è esibito per nono, un numero che fino a quel momento gli aveva portato fortuna: lui è nato il 9 settembre (che è il nono mese) e raggiunge il grande successo nel 2016 (2+0+1+6=9) vincendo Sanremo Giovani. Infine, “Magellano”, il nuovo disco, contiene 9 brani. Rituali a parte, sul palco è stato il solito Gabbani-show: insieme a lui, oltre la celebre scimmia che balla, un gruppo di coristi, tra cui il fratello Filippo. Una performance commentata e incitata dalla coppia composta da Flavio Insinna e Federico Russo, i due conduttori italiani per la diretta del primo canale Rai. Prima dell’esibizione di Gabbani solo un brano molto radiofonico: “Hey, mamma!” dei moldavi SunStroke Project.

Dopo l’italiano, invece, gli applausi sono stati tutti per il nemico numero uno dell’Italia, il lusitano Salvador Sobral.“Amar pelos dois” - brano vincitore del concorso Festival da Canção - è una delicata canzone ispirata dalla tradizione del fado portoghese che parla di una storia d’amore in cui il cuore del cantante deve letteralmente fare il doppio lavoro e, appunto, amare per tutti e due. Molto chiacchierato anche per le sue condizioni di salute - pare abbia problemi cardiaci e durante le prove si è fatto sostituire dalla sorella Luisa, autrice del testo - l’artista del Portogallo ricorda un giovane Caetano Veloso e con i suoi gesti suscita molta simpatia al pubblico. E, forse, è stata questa la chiave di svolta.

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Nella seconda parte della gara un altro trittico di Paesi (e relative song) dati tra i favoriti. La Svezia - dove l’Eurofestival è quasi una scienza - ha schierato Robin Bengtsson, meglio conosciuto come B Robin, che ha portato la sua “I Can’t Go On” (con cui ha vinto per la seconda volta consecutiva il “Melodifestivalen”). Anche la Bulgaria è scesa con “l’artiglieria pesante”: il 17enne Kristian Kostov con la sua “Beautiful mess”. Il ragazzino, che ha fan in tutta Europa, era il preferito anche dal “blocco dell’Est” (lui è nato a Mosca e la Russia non aveva il suo rappresentante viste le polemiche per la candidatura di Julia Samoylova, “rea” di essersi esibita in Crimea). L’ultima a salire sul palco è stata la bella francese Alma (Alexandra Maquet, nata a Lione 28 anni fa) che ha interpretato “Requiem”, brano scritto da Nazim Khaled, già autore di “J’ai cherché”, in gara lo scorso anno con Amir.