Roma, 21 aprile 017 - O la si ama o la si odia. Selvaggia Lucarelli, giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica, blogger e opinionista è senza dubbio un personaggio controverso. Irriverente, non le manda a dire, ci mette sempre la faccia, nel bene e nel male. Dall’anno scorso siede tra i giurati di “Ballando con le stelle”, il dance show del sabato sera di Raiuno. Ed è il giurato più temuto dai concorrenti in gara. Anche se quest’anno l’abbiamo vista piangere.

Selvaggia, le lacrime stonano con la sua personalità...

«In una delle prime puntate, dopo l’esibizione del freestyle di Oney Tapia e della sua maestra di ballo Veera Kinnunen ho pianto per la commozione. È il primo concorrente che mi fa piangere e che io non faccio piangere. Tapia è eccezionale e sarei molto contenta se vincesse il programma. Ma io sono così, dico sempre quello che penso, mi lascio trasportare dai miei sentimenti».

Questa dodicesima edizione del talent di Milly Carlucci passerà alla storia (della tv) per essere stata la più rissosa di sempre. Che ne pensa? È un po’ anche merito suo?

«No, la parola rissosa è eccessiva. È vero, ci sono stati molti battibecchi, confronti tra giuria e concorrenti che comunque rientrano nell’ambito dello show».

In ogni puntata non sono mancate le polemiche. I giurati quest’anno sono stati più “cattivi”?

«No, assolutamente. Ogni puntata ha avuto le sue polemiche perché un vip ha voluto crearle».

E il concorrente risponde al nome di Alba Parietti?

«Sì. Partiva da casa con l’idea di creare una diatriba con noi giurati. Ma ha sempre fatto tutto da sola: Alba se le suona e se le canta».

Tra voi due le schermaglie non sono mai terminate a fine puntata ma proseguite sui social...

«Per sua scelta. La sua pagina facebook è dedicata a me, o meglio alle critiche nei miei confronti. E non contenta, ha sempre detto che sono io che la sputtano».

Lei l’ha chiamata “Alba la scialba” ma ora è in semifinale. Potrebbe vincere?

«Non scherziamo, nel caso bisognerebbe aprire un’inchiesta come sul voto in Turchia (ride, ndr ). Non merita la semifinale. Ha avuto un cammino controverso, piace al pubblico ma credo che arrivati a questo punto i telespettatori cercheranno di mandare sul podio solo chi veramente sa ballare».

Anche con Giuliana De Sio ha avuto taglienti scambi di opinione...

«A differenza della Parietti, la De Sio è stata brava a creare un film all’interno del talent proponendo in ogni puntata una sceneggiatura diversa: una volta sbrocca, un’altra piange, poi vuole ritirarsi e, invece, è in semifinale».

Traguardo meritato?

«No e, infatti, l’ho detto senza mezzi termini durante la puntata di sabato scorso. Sono molto ‘incazzosa’ e spietata ma il concetto non cambia: i miei colleghi giurati hanno scelto una persona che balla male e nell’ottica del percorso svolto io avrei premiato Palmese e non la De Sio».

A proposito di Palmese, in una delle prime puntate l’ha definito il “bell’Antonio”. Lo giudica ancora così?

«Antonio si è rivelato un diesel: è stato scialbo per metà competizione e poi si è sbloccato. Forse raccontare la sua vita personale, superare certe vergogne, l’ha aiutato anche nel ballo».

Cosa pensa delle due bellone del programma, Martina Stella e Xenia?

«Martina non meritava di essere eliminata e, infatti, è tornata in gara. Lei e il suo maestro Samuel Peron sono stati bravi, impeccabili e sempre uguali. Un po’ freddini, insomma. Tutto il contrario della coppia Xenia-Raimondo Todaro. La modella si è rivelata la siberiana che non ti aspetti: buffa, con la risata un po’ sgraziata, quella che perde le extension dei capelli mentre balla. Non ha talento ma si è sempre impegnata, mi è piaciuta».

Secondo lei chi vincerà?

«I tre da podio sono Martina Stella, Oney Tapia e Fabio Basile. Il campione di judo ha una grande personalità. Mi piace: è simpatico, gentile, educato e allegro».

Dopo due anni da giurata non crede sia giunto il momento di scendere in pista?

«No, mai. Le probabilità di Selvaggia ballerina sono pari a quelle di Alba vincitrice. Da piccola ho fatto danza ma ero sgraziata, scoordinata e andavo fuori tempo. Un po’ come la De Sio».

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