La prima cosa che ti colpisce alle Cinque Terre è il paesaggio: la montagna che si butta in mare, i paesini arroccati sulle coste rocciose, i muretti a secco, i Santuari, i boschi. Ma è un paesaggio che bisogna anche leggere e interpretare. È stato definito un paesaggio “vivente”. Con buona pace dei naturalisti-puristi, è un paesaggio in società, tra natura e uomo. La natura ha fatto la sua parte, ma l'uomo poi l'ha plasmato e conservato. Senza l'uomo, le Cinque Terre non solo non sarebbero le Cinque Terre, ma crollerebbero letteralmente nel giro di qualche lustro. In parte stanno già crollando, o meglio scivolando e franando, proprio laddove l'uomo le ha abbandonate. Come ha dimostrato l'alluvione disastrosa del 2011.

Le Cinque Terre dal 1997 sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO e il Parco Nazionale è nato come istituzione nel 1999. È piccolo (circa 4.000 ettari), densamente abitato (4.500 persone) ma soprattutto “visitato” (qualcuno potrebbe dire “invaso”) da due milioni e mezzo di turisti all'anno. Turisti (furbi) che ci arrivano in treno, turisti (meno furbi) che provano ad arrivarci in macchina, turisti scaricati dalle Crociere. Turisti che perlopiù – dopo aver ammirato il paesaggio che in quanto tale si pone all'attenzione di tutti - si aggirano passeggiando un po' annoiati per i paesi, mangiando un gelato o una focaccia. Turisti che comunque rappresentano una risorsa economica straordinaria, a cui giustamente attingono le attività locali. Ma come?

Che turismo fare alle Cinque Terre? Sulla bellezza delle cinque località turistiche non c’è molto da aggiungere e poi basta consultare una Guida per sapere tutto. Il consiglio, magari scontato, è questo: va benissimo il mare, ma bisogna andare “dentro” questo paesaggio, o meglio… “sopra”! Il Parco è attrezzato per fornire guide (cartacee ma soprattutto UMANE) e itinerari che abbiamo cercato di raccontare anche nei video di questa web serie. Sarà anche faticoso, ma poi... son soddisfazioni uniche!