Beirut, 4 dicembre 2017 - L'ex presidente dello Yemen, Ali Abdallah Saleh, è stato ucciso mentre fuggiva da Sana'a. La notizia è stata diffusa oggi dall'emittente televisiva dei ribelli Houthi che controllano parte della capitale ed è stata confermata dal partito di Saleh, secondo quanto riporta la tv panaraba al Jazeera. Fonti vicine all'ex raìs riferiscono che è stato freddato con "colpi di arma da fuoco" mentre era a bordo di un'auto.  'Al-Massira', l'emittente Houthi, ha pubblicato un video nel quale sarebbe riconoscibile il corpo senza vita. Immagini cruente, diventate virali sui media arabi, che ricordano quelle dell'uccisione del dittatore libico Gheddafi nel 2011. 

L'omicidio dell'ex capo di Stato, al potere dal 1978 al 2012, arriva a pochi giorni dalla rottura della sua alleanza con gli Houthi, legati dall'Iran, e dall'apertura nei confronti della coalizione a guida saudita intervenuta in Yemen contro i ribelli nel 2015 a sostegno del presidente legittimo yemenita Abdrabbo Mansur Hadi.  Gruppo armato e  minoranza sciita dello Yemen - con oltre un terzo della popolazione - gli Houthi hanno combattuto sei guerre contro Saleh, prima di diventare, nel 2014, alleati. Sabato però Saleh ha deciso di "voltare pagina" e avvicinarsi all'Arabia Saudita, chiedendo a Riad di fermare gli attacchi contro il suo Paese, ormai ridotto allo stremo e colpito anche da una gravissima epidemia di colera. Un tradimento imperdonabile per i ribelli. 

Per i leader del movimento sciita Abdul Malik al-Houthi l'uccisione di Saleh è "una vittoria contro la coalizione a guida saudita". Oggi è uno "storico, eccezionale e magnifico giorno in cui la cospirazione è fallita".