Trinidad (Cuba), 9 settembre 2017 - Il cielo all'improvviso è diventato rosa. Un rosa violaceo e il vento ha cominciato la sua folle corsa, mentre la pioggia, incessante, ha allagato le strade. La furia dell'uragano Irma a Cuba si è fatta sentire ieri sera. Siamo tutti chiusi in casa o in hotel, le strade sono allagate e la luce da qualche ora è staccata. L'annuncio dello stato d'emergenza era stato diramato per le strade da un camion con autoparlante già ore prima. Qui a Trinidad, città coloniale a sud di Cuba, l'allerta è già attiva da 48 ore. I musei già da due giorni sono tutti chiusi, causa stato d'emergenza. "Gli edifici sono troppo vecchi, non si può rischiare", ripetono due dipendenti del museo de la Lucha contra los Bandidos, immancabile testimonianza della Rèvolucion come in tutte le città cubane. Ciò nonostante, ieri, nella vicina playa Ancon, a 14 chilometri dalla città, i turisti affollavano la spiaggia. E tra mojiti e cuba libre, la cartolina caraibica sembrava non essere scalfita dalla paura. I turisti di Cayo Guillermo e Cayo Coco sono stati evacuati qui, all'hotel Ancon. Ma ieri, con l'arrivo dell'uragano, sono stati nuovamente trasferiti in centro a Trinidad, all'hotel Iberostar. 

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Mentre la Granma, il quotidiano del comitato centrale del partito comunista cubano, titolava "El poderoso huracán Irma avanza hacia Cuba", non c'era casa dove non fosse accesa la tv con i notiziari che raccontavano passo passo l'avanzare dell'uragano. Ma da stamattina le informazioni viaggiano di casa in casa sulle frequenze di Radio Cuba. La situazione più complicata è a Santa Clara, mentre all'Avana al momento non ci sono problemi, ma non si esclude che Irma arrivi anche lì nei prossimi giorni. L'atmosfera è da coprifuoco. Strade allagate e deserte, salvo un bus scalcagnato che trasporta un paio di persone che stanno andando a dare una mano alle persone evacuate. Gli abitanti della città ripetono come una litania "Muy forte, muy forte", ma ti sorridono dicendo: "Questa è Cuba". Abituati al clima tropicale raccontato anche da Pedro Juan Gutierrez nella "Trilogia sporca dell'Avana", dove in un secondo il sole cancella la tempesta, si passano le informazioni dai balconi: "Il ciclone se ne sta andando". E ai turisti che vorrebbero lasciare l'isola al più presto possibile dicono: "I voli sono stati cancellati". Non resta che restare chiusi in hotel o in casa.