New York, 20 marzo 2017 - E' ufficiale: si indaga sui presunti legami tra lo staff elettorale di Donald Trump e la Russia. O meglio, il direttore dell'Fbi, James Comey, ha confermato che il Federal Bureau sta conducendo un'indagine sui tentativi russi di interferire nelle ultime elezioni presidenziali statunitensi e sui possibili legami con la campagna dell'attuale presidente. "Ho ricevuto l'autorizzazione del dipartimento di Giustizia per confermare che l'Fbi sta indagando sui tentativi del governo russo di interferire nelle elezioni 2016 e su qualsiasi legame possibile con la campagna di Trump", ha detto.

Comey ha dichiarato che "non è nostra pratica confermare l'esistenza di indagini in corso", ma "nelle circostanze inusuali in cui è nel pubblico interesse" parlare, ha voluto specificare, dopo l'approvazione del dipartimento di Giustizia, che le indagini sono "sugli sforzi del governo russo di interferire", sulla "natura di ogni legame tra le persone associate alla campagna di Trump e il governo russo" e su "qualsiasi coordinamento tra la campagna (di Trump) e i tentativi russi". Comey ha parlato durante l'audizione pubblica alla commissione d'Intelligence della Camera statunitense.

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"Con tutto il rispetto per il presidente... non ho alcuna informazione di in grado di supportare tali tweet", ha poi detto Comey rispondendo sulle accuse lanciate via Twitter dal presidente Donald Trump al suo predecessore, Barack Obama, secondo le quali avrebbe ordinato di intercettarlo nella Trump Tower durante le presidenziali.

Anche il presidente della commissione, il repubblicano Devin Nunes, ha escluso che la Trump Tower di New York, quartier generale della campagna elettorale dell'attuale presidente Donald Trump, sia stata sottoposta a intercettazioni. Nunes ha poi aggiunto, nel suo discorso di apertura all'audizione sul coinvolgimento russo nelle ultime elezioni, che potrebbero essere avvenuti altri tipi di sorveglianza ai danni di Trump. Il presidente ha accusato nei giorni scorsi il predecessore, Barack Obama, di averlo fatto spiare. "Lasciatemi essere chiaro: sappiamo che non ci sono state intercettazioni nella Trump Tower. Nonostante questo, è possibile che altre attività di sorveglianza siano state usate contro il presidente Trump e i suoi uomini".

"Non ci sono prove di collusioni"

La Casa Bianca comunque non vede nulla di nuovo nelle deposizioni dei vertici dell'intelligence Usa al Congresso. "Indagare e avere prove sono cose diverse", ha detto il portavoce Sean Spicer, sostenendo che "non ci sono prove di collusioni" tra la campagna di Trump e i russi, stando alle testimonianze delle persone che hanno avuto accesso alle informazioni dell'intelligence. Spicer ha invece ribadito che la fuga di notizie è un crimine.

LE ACCUSE A OBAMA - Nonostante la smentita del capo dell'Fbi davanti al Congresso, il presidente Donald Trump non intende ritrattare le accuse al suo predecessore Barack Obama di averlo fatto intercettare. Lo ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer nel suo briefing quotidiano. Spicer ha inoltre rilanciato i sospetti diffusi da Trump via Twitter sui presunti rapporti tra la campagna di Hillary Clinton e i russi e sul rifiuto del comitato nazionale democratico di fare esaminare dall'Fbi i propri server hackerati.