Washington, 4 dicembre 2017  - La Corte Suprema degli Stati Uniti ha autorizzato l'entrata in vigore del cosiddetto Muslim Ban, che vieta l'ingresso negli Usa ai cittadini di 6 Paesi prevalentemente musulmani: Chad, Iran, Libia, Somalia, Siria e Yemen. 

Dalla lista originale manca l'Iraq, che essendo alleato di Washington ha ottenuto di essere tolto dalla black list. Come manca anche il nome del Sudan, depennato a gennaio e sostituito col Chad.

Fu lo stesso Trump con un ordine esecutivo a imporre la prima versione del Muslim Ban lo scorso marzo. Ma il provvedimento venne sospeso e contestato da diversi giudici di grado inferiore. 

Con solo due voti contrari entra così in vigore a pieno regime del divieto. I giudici della massima corte statunitense hanno stabilito che il provvedimento voluto dall'amministrazione Trump può essere pienamente applicato. Anche se restano aperti alcuni ricorsi presso diversi tribunali del Paese, tra cui quello di San Francisco e Richmond.

SI tratta della terza versione del 'Muslim Ban', quello ribattezzato 'Travel Ban' per aggirare i divieti, ed emesso a settembre con in lista Chad, Iran, Libia, Siria, Somalia e Yemen, oltre a due Paesi non abitati da musulmani:  Corea del Nord e Venezuela. Il Muslim Ban originale e la sua seconda versione, prevedevano il divieto per l'Iraq, tolto già nella seconda versione, mentre nella terza ed ultima venne eliminato il Suda, e subentrò il Chad.