Washington, 17 febbraio 2017  - Trump vuole la Guardia Nazionale contro i migranti illegali. Dopo aver annunciato di aver ritirato il ricorso in appello dell'amministrazione del presidente contro la sospensione del bando anti-immigrati da sette Paesi a maggioranza islamica. E aver garantito che arriverà un nuovo decreto "per tenere al sicuro il Paese verrà firmato la prossima settimana", e tenere conto delle osservazioni dei giudici. Oggi il tycoon ha fatto sapere che mobiliterà fino a 100mila unità della guardia nazionale nella stretta contro gli immigrati irregolari già negli States. 

Ma è giallo, visto che il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, si è affrettato a smentire quet'ultima indiscrezione. "Non è vero. 100% falso", scrive sul suo profilo Twitter riferendosi alla nota sulla Guardia nazionale.

La società civile risponde e oggi ristoranti, fast food e altre attività sono rimaste chiuse a Washington e in diverse città degli Usa nel "Giorno senza immigrati" nato spontaneamente come forma di protesta contro la politica sull'immigrazione del presidente Usa. La gran parte del personale in molte attività del settore terziario è composto da immigrati e l'iniziativa ha voluto rendere palese il loro peso nella società americana. Da New York a Los Angeles molti immigrati hanno anche tenuto i figli a casa da scuola, non hanno fatto benzina e hanno compiuto altre azioni per rendere evidente il loro contributo alla vita economica e sociale del paese. 

NO DA HARWARD - Nuovo schiaffo per il presidente americano Donald Trump. Il vice ammiraglio Robert Harward, ex Navy Seal che ha lavorato nell'anti-terrorismo per il presidente George W. Bush, ha rifiutato l'offerta di sostituire Michael Flynn come consigliere per la sicurezza nazionale. Harward, in una nota, ha spiegato di aver rinunciato all'incarico per motivi puramente personali. Ma dietro il gran rifiuto, secondo indiscrezioni di stampa, vi sarebbero le preoccupazioni di Harward sulla linea di comando e l'impossibilità di scegliersi la squadra. 

FLYNN MENTI' - Michael Flynn, l'ex consigliere per la Sicurezza nazionale dell'amministrazione Trump, avrebbe mentito durante un interrogatorio con gli agenti dell'Fbi. Durante il colloquio dello scorso 24 gennaio, l'ex generale avrebbe negato di avere discusso di sanzioni con l'ambasciatore russo negli Stati Uniti nel corso delle conversazioni avute prima dell'insediamento del 45esimo presidente alla Casa Bianca. Secondo quanto riporta il Washington Post, infatti, quanto dichiarato da Flynn alla polizia federale non combacerebbe con quanto emerso dalle intercettazioni raccolte dall'intelligence americana.  La notizia, se confermata, rischia di avere ripercussioni legali per Flynn, definito ancora ieri da Trump come una "brava persona" che "stava facendo il suo lavoro", ma che ha sbagliato nel non essere trasparente sulla questione con il vicepresidente Mike Pence.  Mentire all'Fbi è considerato un reato. Spetta ora al dipartimento di Giustizia decidere se perseguirlo legalmente oppure no.

DUBKE ALLE COMUNICAZIONI DELLA CASA BIANCA - Donald Trump, sceglierà Mike Dubke, fondatore repubblicano della società Crossroads Media, come direttore della comunicazione della Casa Bianca. È quanto riferiscono Cnn, Nbc e Fox News. Questa nomina potrebbe aiutare l'attuale portavoce della Casa Bianca Sean Spicer, che finora ha ricoperto entrambi i ruoli da quando Trump si è insediato alla Casa Bianca lo scorso 20 gennaio.

ALLA BOEING: PRESTO ORDINE CACCIA F18 - Trump, oggi in visita alla fabbrica Boeing in South Carolina, ha elogiato la nuova versione del Boeing 787 Dreamliner, e parlando agli operai che lo acclamavano ha rilanciato il suo slogan 'comprare americano, assumere americano' e ribadito il suo impegno per aumentare i posti di lavoro. In più ha rivelato che le forze armate stanno esaminando un grande ordine di F-18 super Hornets, caccia militari di ultima generazione.