Teheran, 12 novembre 2017  - Col passare delle ore si aggrava sempre più il bilancio dei morti e dei feriti causati dalla forte scossa di magnitudo 7.2 della scala Richter che ha colpito l'Iraq, al confine con l'Iran. Al momento si ha notizia di almeno 61 morti nella zona di confine investita. Le autorità iraniane, che hanno fornito un primo resoconto ufficiale, ma ancora provvisorio, parlano anche di oltre 300 feriti.  

l sisma, secondo l'Istituto statunitense Usgs, aveva l'epicentro a 32 chilometri da Halabjah, nel Kurdistan iracheno. 

Secondo il centro di sismografia europeo-mediterraneo, l'intensità del sisma invece è stata di 7.6 gradi.

L'istituto di studi iraniano ha indicato le cittadine di Ozgole, Taze' Abad e Bayengan, i centri maggiormente danneggiati, tutte e tre si trovano nella regione di Kermanshah, a maggioranza curda. 

Nella città iraniana di Ghasr-e Shirin, vicino al confine con l'Iraq, dove si registrano almeno sei morti, il capo dell'organizzazione nazionale per la gestione dei disastri, Esmail Najar, ha detto che "alcuni feriti potrebbero essere sepolti sono le macerie". In Iraq si contano anche 50 feriti a Darbandikhan, nella provincia di Sulaymaniyya, riferisce la tv curdo-irachena Rudaw, precisando che poco prima la stessa zona era stata colpita da una prima scossa di magnitudo 4.5. Fonti irachene parlano di danni in almeno 8 villaggi.  

In Iraq il sisma è stato avvertito nelle città di Baghdad, Najaf, Karbala e Mosul; in Iran a Tabriz, Hamedan, Elam, Khorram Abad, Sanandaj e persino nel porto di Bushehr, sul Golfo Persico. A Sanandaj e Ghasr-e-Shirin la gente è fuggita nelle strade. Il sisma è stato avvertito anche in Israele, in Kuwait e a Dubai.

GENTE IN STRADA IN KUWAIT