New York, 16 novembre 2017  - Asta record a New York, da Christie's il Salvator Mundi di Leonardo è stato battuto per 450 milioni di dollari. Diventa il quadro più costoso della storia, polverizzando qualsiasi precedente primato.

Il dipinto, realizzato 500 anni fa, è un olio su tavola di noce, che misura 65,7 × 45,7 cm, raffigurante un'immagine di Cristo che benedice, tenendo in mano un globo trasparente. 

La casa d'aste aveva valutato la tela 100 milioni di dollari, e sono bastati meno di 20 minuti per arrivare a definire il prezzo finale. Meglio del dipinto di Picasso, Donne di Algeri, venduto nel 2005 a 179,4 milioni di dollari (circa 152 milioni di euro), e oltre i 300 milioni di dollari del Interchange di Willem De Kooning, passato di mano due anni fa, o di un Gauguin, venduto sempre nel 2015. 

Per Christie's l'opera è l'ultima tela di Leonardo rimasta in mani private. Durante la conferenza stampa seguita alla vendita, non è stato fornito alcun indizio sul facoltoso acquirente del Salvator Mundi, messo in vendita da una magnate russo che vive da tempo all'estero, Dimitri Rybolovlev, che è anche il patron dell'As Monaco. 

Per gli esperti della casa d'aste la tela è la più grande riscoperta artistica del XXI secolo, ma l'attribuzione a Leonardo non è accettata da tutti (alcuni credono che l'opera sia stata realizzata da un discepolo di Leonardo, Giovanni Boltraffio). Un dipinto dalla storia travagliata: sembra che inizialmente appartenesse al re Carlo I di Inghilterra, poi sparì per molto tempo al pubblico, e riemerse nel 1900, quando fu comprato da un collezionista inglese. Nel 2005 riappare in pubblico in cattive condizioni, ma creando un forte interesse. Il tycoon russo l'acquitò per 127,5 milioni di dollari (circa 108 milioni di euro) nel 2013 in una vendita privata.

Il Salvator Mundi è stato battuto in una sessione tesa, veloce, che in 19 minuti ha visto oltre 50 rilanci, e che si è trasformata in una sfida tra due offerenti anonimi. Il colpo di martello è arrivato a quota 450 milioni di dollari, diventati poi 450,3 milioni con tasse e diritti di vendita.