Barcellona, 26 settembre 2017 - Nuovo blitz di Madrid contro il referendum per l'indipendenza indetto in Catalogna. Dopo la retata di arresti fra funzionari della Generalitat (il governo catalano), oggi la procura spagnola ha ordinato ai Mossos d'Esquadra (la polizia spagnola) di recintare i seggi predisposti per la consultazione popolare programmata per domenica 1 ottobre, così da impedire il voto. 

SEGGI SOTTO SEQUESTRO - Il procuratore capo José Maria Romero de Tejada ha imposto il divieto di entrare nei locali. Sotto sigillo anche l'area che cade nel raggio di 100 metri dai seggi. Sequestrati scatole, schede, pc, documenti e altro materiale elettorale. L'ordine dei magistrati prevede che entro sabato e fino alle 21 di domenica, ora prevista per la chiusura dei seggi, la polizia regionale prenda il controllo delle urne. Le persone che eventualmente riusciranno a entrare saranno identificate ed allontanate

Nel frattempo la guardia civile spagnola ha chiuso oggi 140 siti web che supportavano il referendum. L'ordine di chiudere i siti a favore del voto, dichiarato illegale dalla Corte costituzionale spagnola, è arrivato dall'Alta corte catalana. Tra le pagine bloccate anche il sito dell'Assemblea nazionale catalana. 

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RAJOY: USEREMO OGNI MEZZO - Il governo del premier Rajoy, che non sarà venerdì al vertice Ue di Tallin per seguire gli sviluppi interni, aveva annunciato che avrebbe usato"ogni mezzo", per impedire il referendum, considerato "illegale". Ospite oggi di Trump alla Casa Bianca, il primo ministro abbassa i toni: "Spero si torni al buon senso e che questa storia possa terminare al più presto - ha detto in una conferenza stampa a Washington -. Questa vicenda non porta nulla di buono ai cittadini. Dobbiamo avviare una nuova fase in cui sia centrale il dialogo".

SCONTRI - Al pugno duro di Madrid risponderà la piazza. Migliaia di indipendentisti sono già scesi in strada nei giorni scorsi per manifestare il diritto a votare e preannunciano ancora battaglia. Domenica 1 ottobre la tensione sarà massima. Gracia riconosce che sarà "un momento di difficoltà", ma getta acqua sul fuoco: "Non ci sarà nessun problema. Mi aspetto buon senso, non si può danneggiare la popolazione". Il dialogo fra Madrid e Barcellona, ha però ricordato l'ambasciatore, può essere aperto "su tutto tranne che sull'indipendenza: il primo ottobre non ci sarà alcun referendum perché è illegale".

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