Bruxelles, 31 ottobre 2017 - Puidgemont da Bruxelles spiega il suo operato, e intanto i giudici spagnoli lo convocano per il 2 e 3 novembre e lanciano l'ultimatum: lui e i 13 "ribelli" versino entro 3 giorni 6,2 milioni o i loro beni verranno pignorati.

In ogni caso il presidente catalano destituito assicura che non chiederà asilo politico in Belgio, il leader indipendentista catalano Charles Puidgemont fuggito a Bruxelles, se gli sarà garantito un processo giusto, e spiega che accetterà l'esito delle elezioni del 21 dicembre. Questo in sostanza l'esito dell'affollatissima conferenza stampa al Press Club di Bruxelles, dove sono vicine le bandiere della Catalogna e dell'Ue. Le prime parole del leader catalano: "Voglio ricordare che dopo il referendum del 1° ottobre siamo sempre stati pronti al dialogo. Abbiamo chiesto un dialogo franco a Madrid che è stato rifiutato dal Psoe e dal partito popolare, i quali non vogliono riconoscere che esiste un problema e vogliono utilizzare solo la repressione". 

E ancora: "Abbiamo voluto garantire che non ci saranno scontri né violenza. Se lo stato spagnolo vuole portare avanti il suo progetto con la violenza sarà una decisione sua". E sulla  denuncia del procuratore spagnolo, sottolinea: "persegue idee e persone e non un reato. Questa denuncia dimostra le intenzioni bellicose del governo di Madrid".

Puidgemont garantisce poi che accetterà la sfida delle urne: "Rispetteremo risultati di elezioni del 21 dicembre, sono una sfida democratica che noi accettiamo con tutte le forze. Votando si risolvono i problemi, non mettendo in carcere le persone". E poi si chiede: "Il governo spagnolo rispetterà i risultati, qualunque siano, delle elezioni del 21 dicembre? Dobbiamo saperlo, non deve esserci diseguaglianze, elettori di seria A e elettori di serie B". Quanto al governo catalano, il leader spiega: "Siamo qui e vogliamo ringraziare chi sta facendo sforzi personali per la Catalogna. Lavoriamo affinché il partito popolare, quello socialista e Ciudadanos non demoliscano le istituzioni catalane e per impedire l'applicazione dell'articolo 155. Dobbiamo mantenere vivo il governo legittimo della Catalogna". E aggiunge: "Sempre che non le demoliscano, ci ritroveremo alle urne".

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ULTIMATUM DEL GIUDICE - La magistrata spagnola dell'Audiencia Nacional Carmen Lamela ha ordinato al President della Catalogna destituito Carles Puigdemont e ai suoi 13 ministri come lui accusati di "ribellione" di versare entro 3 giorni una 'garanzia' di 6,2 milioni di euro, come chiesto dalla procura dello Stato spagnolo. Altrimenti, ha avvertito, i loro beni saranno pignorati.

I magistrati dell'alta corte spagnola Audiencia Nacional hanno convocato il desposto leader catalano, Carles Puigdemont, e altri 13 membri del governo regionale il 2 e 3 novembre prossimi per incriminarli di ribellione, sedizione e malversazione.

ASILO POLITICO - Puidgemont dunque non vuole chiedere l'asilo politico in Belgio: "Non sono qui per chiedere asilo politico - assicura Puigdemont - Sono qui per lavorare in libertà e sicurezza". "Se ci fossero garanzie immediate di un trattamento equo - spiega il leader indipendentista - se potessero garantire un processo giusto e indipendente con la separazione dei poteri, allora torneremmo immediatamente in Catalogna".

In precedenza l'avvocato fiammingo del leader destituito, Paul Bekaert, ha riconosciuto che sarà difficile per Puigdemont ottenere riparo nel Paese: "L'asilo può essere chiesto, ma ottenerlo è un'altra cosa", ha sottolineato. "Teniamo aperte tutte le opzioni e studiamo tutte le possibilità. Abbiamo tempo", ha dichiarato

Da parte sua il legale spagnolo di Puigdmeont, Jaume Alonso Cuevillas, ha detto che in Spagna il 'President' catalano "non avrebbe un giusto processo" e che questo giustificherebbe che gli venga concesso l'asilo in Belgio. Cuevillas ha sottolineato, parlando con Caralunya Radio, che la denuncia per presunta "ribellione" contro il 'President' è "assolutamente sproporzionata" e costituisce "una vendetta" dello Stato spagnolo nei suoi confronti. 

Intanto in diverse città della Catalogna la Guardia Civil spagnola ha perquisito le sedi dei Mossos d'Esquadra con l'obiettivo di sequestrare le registrazioni delle comunicazioni interne durante il referendum del primo ottobre. 

IL VICEPREMIER BELGA -  "Non voglio pregiudicare nulla. Ma quando si chiede l'indipendenza, è meglio restare vicini al proprio popolo", twitta il vicepremier belga, Kris Peeters, che non sembra gradire la presenza dell'ex presidente catalano a Bruxelles.La concessione del diritto di asilo in Belgio non spetta al governo ma a un commissario indipendente, il Commissario generale per i Rifugiati.

LA UE -  La Commissione Europea non ha avuto avuto contatti con il presidente catalano destituito Carles Puigdemont nelle ultime 24 ore, ha detto la portavoce della Commissione, Mina Andreeva, durante la conferenza stampa quotidiana dell'esecutivo comunitario. La portavoce della Ue ha ribadito che la posizione di Bruxelles "non è cambiata", e ha sottolineato che la Commissione considera la crisi catalana come un affare interno della Spagna.