Parigi, 8 gennaio 2015 - Attacco armato contro la redazione parigina del giornale satirico Charlie Hebdo. Il bilancio è di 12 morti, tra cui due poliziotti. Otto i feriti, di cui quattro molto gravi. Ed è subito caccia all'uomo in tutta la Francia: in nottata uno dei tre ricercati si è arreso alla polizia. In mattinata l'avvistamento dei due sospetti su una strada statale, diretti di nuovo a Parigi. Poco più tardi l'ulteriore indiscrezione: secondo il sito di di France 3 Picardia, i due avrebbero abbandonato l'auto e "sarebbero barricati in un'abitazione della città" di Crepy-en-Valois, 70 chilometri a nordest della capitale francese.   

La strage si è consumata ieri mattina quando i tre uomini, incappucciati e vestiti di nero, sono penetrati ieri nella sede del settimanale francese e hanno aperto il fuoco imbracciando kalashnikov. Il commando è quindi fuggito, aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto. Il veicolo è stato poi ritrovato abbandonata nel XIX arrondissement. Posti di blocco sono stati allestiti in tutta la capitale francese. Un blitz delle teste di cuoio è andato avanti per tutta la notte a Reims, nel Nord-est della Francia. Un poliziotto presente sul posto ha annunciato: "Ci sarà una resa dei conti" (FOTO). 

VIDEO: I KILLER FREDDANO UN AGENTE PER STRADA (Attenzione immagini forti, potrebbero urtare la vostra sensibilità)

Cherif Kouachi, e il fratello Said Kouachi, ricercati per la strage di Charlie Hebdo (Ansa)ASSALITORI IDENTIFICATI - I tre sospettati per l'attacco al settimanale a Parigi sarebbero Said Kouachi, 34 anni, il fratello Cherif, 32, franco algerini (rientrati quest'estate dalla Siria) e Hamid Mourad, 19 anni, che avrebbe fatto da autista. (Clicca la foto qui a lato per accedere alla fotogallery). Il più giovane si sarebbe consegnato alla polizia. Il primo magazine a svelare le identità dei tre è stato nella serata di ieri l'israeliano JSS News, che ha pubblicato anche le foto della carta di identità. Secondo fonti della polizia, i sospetti sono già noti ai servizi di sicurezza. Said e Cherif, sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d'identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata dagli attentatori durante la fuga vicino alla porte de Pantin, a Parigi. Uno dei due sarebbe già stato condannato in passato a 3 anni di prigione per aver fatto parte di una filiera che inviava islamisti in Iraq, che nei mesi scorsi hanno cercato di sfuggire alla sorveglianza spostandosi da Parigi a Reims. Nel quadro di quell'inchiesta, secondo il settimanale 'Le Point', alcuni componenti del gruppo avevano ammesso di aver "fomentato dei progetti di attentato", ma senza metterli in atto. Il sito cita una fonte della polizia secondo la quale i due fratelli sono nati a Parigi, e hanno "un profilo di piccoli delinquenti che si sono radicalizzati". 

CHI SONO I FRATELLI KOUACHI

ALLERTA ELISEO: LOCALIZZATI I FRATELLI, TORNANO A PARIGI -  I due ricercati per l'attacco a Charlie Hebdo sono stati localizzati stamattina nei pressi di Villers-Cotterets, città della Picardia 85 chilometri a nordest di Parigi. In seguito i due ricercati si "sarebbero barricati in un'abitazione della città" di Crepy-en-Valois, 70 chilometri a nordest di Parigi. Lo riferisce il sito di France 3 Picardia.

Il palazzo dell'Eliseo è stato blindato dopo che i terroristi sono stati avvistati in direzione di Parigi. La sorveglianza, riferisce Bfm Tv, è particolarmente intensa ai due punti di accesso da nordest, la Porte de la Villette e la Porte de Pantin. La prima segnalazione è giunta dal gestore di una pompa di benzina sulla strada nazionale RN2, all'altezza di Villers-Cotteret (Picardia), i due erano a bordo di una Clio grigia ammaccata sul davanti, con la targa nascosta. Nell'auto c'erano diverse armi pesanti, kalashnikov e lanciarazzi. Anche molotov e bandiere jihadiste sono state trovate nella vettura abbandonata.

NUMEROSI ARRESTI. SPUNTA ALIBI PER IL TERZO UOMO - Il premier francese, Manuel Valls, ha annunciato all'emittente Rtl che nella notte sono stati compiuti "numerosi arresti" nell'ambito dell'inchiesta sul massacro al settimanale satirico francese, Charlie Hebdo. Intanto la polizia di Charleville-Mézières sta valutando la posizione di Mourad Hamid, il 18enne che questa notte si è consegnato alle autorità francesi. La sua posizione si sarebbe alleggerita nella notte, sebbene il giovane resti ancora in stato di fermo. Il coinvolgimento di Mourad nell'attentato sarebbe messo in dubbio da un alibi di ferro, al vaglio degli inquirenti. Al momento dell'attentato, intorno alle 11.30, il giovane sarebbe stato a scuola. Una circostanza, riferisce il quotidiano Le Figaro, confermata anche da un liceale amico di Mourad, ascoltato dalle autorità francesi. Secondo quanto si è appreso, potrebbe trattarsi dunque di un omologo del terzo uomo ricercato per l'attentato al settimanale satirico. 

IL BLITZ A REIMS - A tarda notte, il sito del quotidiano francese Le Parisien scrive che "il più giovane dei tre ricercati si è consegnato alla polizia". La notizia è confermata da diversi altri media che citano fonti degli inquirenti. Il 19enne si sarebbe consegnato a notte fonda a Charleville-Mezieres. Sarebbe il meno implicato nella pianificazione e nell'esecuzione dell'attacco. Ma le operazioni (clicca la foto a sinistra per guardare le immagini) da parte della polizia criminale non si fermano. Blitz a Reims per catturare gli stragisti e operazione parallela in corso a Charleville-Mezieres, piccolo comune nella regione della Champagne-Ardenne, non lontano dalla frontiera con il Belgio: qui sarebbe stato arrestato anche un parente di uno degli attentatori. Fino all'alba, le tv francesi hanno trasmesso in diretta le immagini dei poliziotti inquadrati durante le irruzioni nei palazzi di Reims, le perquisizioni a caccia di indizi, probabilmente di conoscenti o fiancheggiatori dei presunti terroristi.

LE VITTIME - Tra le vittime ci sono il direttore e vignettista Stephan Charbonnier (detto Charb) e i quattro colleghi vignettisti Georges Wolinski, Cabu (Jean Cabut), Tignous (Bernard Verlhac) e Philippe Honoré, noto semplicemente come Honoré. Morto anche  Bernard Maris, economista ed editorialista. L'unica donna rimasta uccisa si chiamava Elsa Cayat, era psicologa e psicoterapeuta, e teneva una rubrica ogni due settimane sul magazine. Le altre persone uccise sono Michel Renaud, ex consigliere del sindaco di Clermont Ferrand; Mustapha Ourrad, correttore di bozze; Fréderic Boisseau, addetto alla portineria; Franck Brinsolaro, poliziotto; Ahmed Merabet, poliziotto. E per Charb sembra essere stata profetica l'ultima vignetta: la scritta "ancora nessun attentato in Francia" e l'immagine di un talebano armato fino ai denti che dice: "Aspettate, c'è tempo sino a fine gennaio". Tra le vittime anche l'economista Bernard Maris. Professore d'economia allo Iep di Tolosa e insegnava anche all'Istituto di studi europei dell'università Parigi-VIII. Il 68enne era anche una firma per diversi giornali, come Le Monde, Le Figaro Magazine e Le Nouvel Observateur. Del settimanale satirico era stato uno dei fondatori, con l'11% delle azioni, e fino al 2008 direttore aggiunto. Era uno dei principali studiosi della globalizzazione 'etica e sociale' (Clicca la foto a destra per guardare le immagini dell'attacco armato).

Charlie Hebdo, la figlia del disegnatore ucciso pubblica la foto della scrivania vuota (Instagram)IL DOLORE DELLA FIGLIA DEL DISEGNATORE UCCISO - Commuove il web l'omaggio della figlia del disegnatore ucciso, Wolinski. Su Instagram, la ragazza ha pubblicato una foto della scrivania del padre vuota, e ha scritto: "Se n'è andato papà, non Wolinski".

 

 

  Charlie Hebdo, quando direttore Charb diceva: non ci spaventano

 

ASSALTO IN NOME DELL'ISLAM - Secondo quanto ha riferito un testimone alla radio France Info, gli assalitori avrebbero urlato: "Vendicheremo il Profeta". E ancora "Allah Akbar" (Dio è grande), come rivelano le immagini girate dal giornalista Martin Boudot, trasmesse da France Televisions. Il giornale Charlie Hebdo è noto per le sue vignette sull'Islam (SCHEDA) e risale ad appena uindici minuti prima dell'attacco l'ultima, pubblicata sul profilo Twitter, su Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato islamico (Isis). Inoltre sull'ultima copertina campeggia una foto dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita oggi 'Sottomissione', che racconta l'arrivo al potere in Francia di un presidente islamico. Oggi lo scrittore è stato posto sotto protezione della polizia e i locali della casa editrice Flammarion, che hanno pubblicato il suo romanzo, sono stati evacuati per motivi di sicurezza.

GIORNALISTI IN FUGA SUI TETTI - Durante l'attentato alcuni giornalisti e dipendenti sono scappati sui tetti, come hanno documentato loro stessi (VIDEO). I giornalisti mostrano volti tirati e pallidi mentre si 'accuccianò dietro le grondaie che offrono loro riparo dal tiro degli assalitori. 

IL RACCONTO DELLA VIGNETTISTA SOPRAVVISSUTA - Corinne Rey (Coco), una dei vignettisti sopravvissuta al massacro, ha raccontato che i killer lo hanno costretto "a digitare il codice per entrare nella sede. Poi hanno sparito a Wolinski, Cabu... è durato 5 minuti. Io mi sono rifugiato sotto una scrivania... parlavano un ottimo francese e sostenevano di essere di al Qaeda".

HOLLANDE - Sul posto sono giunti immediatamente il presidente francese François Hollande e il primo ministro Manuel Valls. François Hollande sul luogo dell'attentato (Lapresse)"E' un attacco terroristico, non c'è alcun dubbio", ha detto il Capo dell'Eliseo una volta giunto alla sede che si trova in boulevard Richard-Lenoir, nel XI arrondissement. "Diversi attentati sono stati sventati nelle scorse settimane", ha proseguito Hollande con il volto teso e grave, assicurando il massimo impegno nel prendere tutte le misure necessarie per proteggere i francesi. "E' un attentato terroristico di eccezionale barbarie. Un attentato alla nostra libertà e contro la polizia che la protegge", ha detto ancora (clicca sulla foto a sinistra per vedere il video). Domani per la Francia sarà una giornata di "lutto nazionale", ha detto Hollande in serata, in un messaggio di 4 minuti. "Alle 12 ci sarà per tutti un momento di raccoglimento e le bandiere saranno a a mezz'asta per tre giorni". Il presidente ha continuato: "Questi uomini, queste donne sono morti per l'idea che avevano della Francia, e cioè per la libertà". "Oggi sono i nostri eroi". E ancora: "Dobbiamo rispondere agli autori del crimine che ci ha colpito uniti e facendo blocco con i nostri valori". "Dobbiamo rispondere cercando gli autori di questo atto infame, arrestarli e giudicarli e faremo tutto possibile", ha assicurato il presidente.

LE MANIFESTAZIONI #JeSuisCharlie, tra social network e piazza

A CONDANNA DELL'ISLAM FRANCESE - L'attacco contro la sede del settimanale satirico è stato condannato anche dal rettore della Grande Moschea di Parigi e presidente del Consiglio francese del culto musulmano, Dalil Boubakeur. Citato da Le Figaro, Boubakeur ha definito l'attentato una "dichiarazione di guerra". "Siamo inorriditi per la brutalità e i modi selvaggi", ha aggiunto.

GIORNALI BLINDATI - Dopo il drammatico attentato, in Francia tutte le redazioni giornalistiche saranno sorvegliate dalle forze dell'ordine. Lo scrive Le Figaro, citando una fonte di polizia. Hollande ha confermato l'installazione di una "protezione ovunque dovrebbero essere perpetrati gli stessi atti". Lo stesso Le Figaro, dal canto suo, ha deciso di bloccare tutti gli accessi alla sua sede, che si trova a Parigi non lontano da quella di Charlie Hebdo, per motivi di sicurezza.

L'ULTIMA STRAGE AI TEMPI DELLA GUERRA IN ALGERIA - Quello di oggi contro il settimanale satirico Charlie Hebdo è l'attentato più cruento commesso in Francia dal 1961, ai tempi della guerra di Algeria. Un attentato dell'Oas anti-indipendenza provocò 28 morti il 18 giugno, quando una bomba colpì il treno Strasburgo-Parigi a Vitry-Le-François.

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