Roma, 3 ottobre 2017 - Dopo il Nobel per la Medicina, ecco quello per la Fisica 2017, assegnato a tre studiosi Usa, Rainer Weiss, Barry C.Barish e Kip S.Thorne per il loro decisivo contributo al LIGO e alla scoperta delle onde gravitazionali dell'universo, che erano state previste da Albert Einstein 100 anni ma sono state osservate per la prima volta il 14 settembre 2015. LIGO, acronimo in inglese per Osservatorio inteferometro laser delle onde gravitazionali, è un progetto collaborativo a cui hanno partecipato oltre 1.000 ricercatori in più di 20 Paesi. E' un osservatorio Usa ideato per il rilevamento delle onde gravitazionali, fondato nel 1984 proprio da Thorne e Barish. Le onde provenivano da una collisione tra due buchi neri e prima di essere captate dall'Osservatorio LIGO hanno impiegato 1,3 miliardi di anni. Weiss è nato in Germania, ha 85 anni e insegna Fisica al MIT, in Massachussets. Barish è nato in Nebraska, ha 81 anni. Thorne, 77enne, insegna fisica teoretica negli Usa.

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Previste dalla teoria della relatività di Einstein, le onde gravitazionali sono state scoperte da due grandi collaborazioni internazionali, l'americana Ligo e l'europea Virgo, alla quale l'Italia collabora con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Le onde gravitazionali sono le 'vibrazioni' dello spazio-tempo provocate dai fenomeni più violenti dell'universo, come collisioni di buchi neri, esplosioni di supernovae o il Big Bang che ha dato origine all'universo. Viste per la prima volta nel settembre 2015, la loro scoperta è stata annunciata l'11 febbraio 2016 e adesso è stata finalmente premiata da un Nobel molto atteso. Come le onde generate da un sasso che cade in uno stagno, le onde gravitazionali percorrono l'universo alla velocità della luce creando increspature dello spazio-tempo finora invisibili. Poiché interagiscono molto poco con la materia, le onde gravitazionali conservano la 'memoria' degli eventi che le hanno generate. La scoperta delle onde gravitazionali è stata anche la conferma definitiva della teoria della relatività generale. Erano infatti l'unico fenomeno previsto da questa teoria a non essere stato ancora osservato. 

Un grandissimo applauso e un brindisi ha accolto, nella sede dell'Infn a Roma, la notizia del Nobel. "Questa volta è stata premiata la globalità della scienza", ha detto il direttore dell'Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego), Federico Ferrini, dedicando il brindisi al papà del rivelatore Virgo, Adalberto Giazotto.