Baghdad, 9 luglio 2017 - 'Mosul è liberata': dall'Iraq il primo ministro Haidar al Abadi, ha dato l'attesa notizia ufficiale della vittoria sull'Isis. Tre anni dopo il 'Califfato' vede ridotta la sua espansione di due terzi. Perse le grandi città, i seguaci di Al Baghdadi si stanno però riorganizzando nelle aree desertiche. 

Baghdad lava l'onta subita nell'estate del 2014, quando il suo esercito si diede alla fuga, consentendo alle milizie Isis di occupare in pochi giorni, senza colpo ferire, la seconda città irachena e quasi l'intero nord del Paese. Abadi, mostrato in alcune foto mentre scende da un elicottero indossando divisa e cappellino militari, ha affermato di essere andato a Mosul "per annunciare la sua liberazione e per congratularsi con le forze armate e il popolo iracheno per la vittoria".

Certo era una vittoria ampiamente annunciata: l'ultima delle anticipazioni risale a ieri seram quando il generale Usa Robert Sofge aveva detto che l'annuncio della vittoria a Mosul da parte delle autorità irachene è "imminente". Ma per i soldati iracheni era già fatta ieri, tanto erano scesi in strada esprimendosi in balli di gioia nella città distrutta e finalmente strappata allo Stato islamico.

Le ultime ore sono state sanguinose: alcuni jihadisti cercavano di confondersi con la popolazione civile, mentre altri si fingevano morti per poi far detonare le cinture esplosive all'avvicinarsi dei soldati; alcune donne si sarebbero fatte saltare in aria tra gruppi di civili sfollati: "Stanno causando tutto il danno possibile durante questa fase finale", dice il generale.

Inoltre i miliziani hanno collocato bombe artigianali in quasi tutte le strutture e gli edifici che avevano occupato, il che ha rallentato molto l'avanzata delle forze irachene: "Ce ne sono in ogni armadio, in un caso anche sotto una culla: la battaglia di Mosul è diversa da qualsiasi cosa abbiano mai fatto gli eserciti moderni, occorre tornare indietro alla Seconda Guerra Mondiale per trovare qualcosa di simile". 

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Le immagini trasmesse dai media e l'ondata di post sui social che mostrano i soldati iracheni ballare nelle strade della città vecchia, sembrebbero confermare la fine della battaglia per la liberazione della città dalla quale nell'estate 2014 venne proclamato il Califfato nero.