Sepang, 29 settembre 2017 - Lewis Hamilton, in Malesia per il Gp, è al centro di una polemica per un post sul suo profilo Instagram. Il campione britannico ha da giorni aderito alla campagna #takeaknee (mettersi in ginocchio) delle star dello sport e dello spettacolo Usa contro la polizia e Donald Trump.

Lewis, che non è abituato a frenare, ci è andato col 'piede pesante' postando un video di un cagnolino, un pinscher, intento ad 'accoppiarsi' con un pupazzetto che ricorda The Donald. Il post, visibile fino a poco tempo fa, è stato rimosso.

Qualche giorno fa Hamilton, leader della classifica mondiale di F1, aveva dato il suo appoggio ai campioni americani che aderiscono alla campagna lanciata in agosto durante l'inno da Colin Kaepernick, quarterback dei San Francisco 49ers. Kaepernick  si era inginocchiato in segno di solidarietà per la comunità afroamericana, che denunciava la violenza della polizia. Il pilota Mercedes però ora rischia sanzioni dalla Fia.

Ma Colin è stato seguito da molti sia nel mondo dello sport (di football, basket e baseball ) che dello spettacolo. E da una protesta contro la violenza della polizia verso i neri, si è tramutata in una protesta contro Trump, per le sue dichiarazioni sugli incidenti razziali a Charlottesville, in Virginia. 

Il presidente Usa aveva poi attaccato il gesto Kaepernick, schierandosi contro chi rifiuta di rendere omaggio alla bandiera americana, e subito Stephen Curry aveva rifiutato l'invito alla Casa Bianca, tradizionale per i campioni Nba, e per questo era stato duramente criticato dal tycoon. A questo punto entra in gioco LeBron James, che ha difeso Curry, anche con parole pesanti contro Trump ("idiota"). Da lì tante le star come, Eddie Vedder e Stevie Wonder da subito, seguite da Pharrell Williams, Roger Waters e John Legend, hanno aderito alla campagna per i neri e contro Trump e deciso di inginocchiarsi in segno di protesta.