New York, 3 ottobre 2017 - Il killer di Las Vegas "era una persona malata": così Stephen Paddock, autore della peggiore con armi da fuoco nella storia moderna degli Stati Uniti, è stato descritto dal presidente americano Donald Trump parlando con i giornalisti davanti alla Casa Bianca. Trump ha lasciato cadere di fatto ogni ipotesi su legami con il terrorismo internazionale. 

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Ma all'indomani della strage è ancora un rebus il motivo della carneficina. Non è ancora chiaro che cosa abbia spinto l'insospettabile 64enne con l'unico vizio del poker, a sparare a raffiche all'impazzata sul pubblico di un concerto di musica country sottostante la finestra dell'albergo in cui aveva nascosto un arsenale. E mentre l'America piange 59 persone morte e prega per i 527 feriti, il movente resta un mistero. Al momento l'unica indicazione è che la pista terroristica, avallata solo da un comunicato dell'Isis, appare molto debole. L'assassino possedeva 42 armi in tutto, accumulate senza che nessuno se ne accorgesse (il fratello non ne sapeva nulla, tantomeno i vicini di casa), ma tutte acquistate legalmente. Un arsenale che, nel weekend, con metodica precisione e all'interno di 10 valigie, ha trasportato nella stanza del Mandalay Bay Resort and Casino da lui prenotata al 32esimo piano dell'hotel. Ventitré di queste armi sono state ritrovate proprio nella camera, una stanza d'albergo con la spettacolare vetrata angolare sullo skyline di Las Vegas, trasformata nella postazione di un cecchino. Almeno una di queste armi era automatica, due fucili avevano il treppiede, un altro era stato modificato con un dispositivo per sparare in maniera automatica, un accessorio assolutamente legale chiamato 'bump-stock' che accelera i colpi delle armi semiautomatiche fino al ritmo folle di 800 raffiche al minuto.

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La stanza, con spettacolari vetrate ad angolo sulla città, era piena di munizioni che l'uomo ha portato dentro l'albergo senza che destare alcuna attenzione. La folle carneficina è andata avanti 72 minuti prima che le 'teste di cuoio' dello Swat, perquisito palmo a palmo l'hotel, arrivassero alla sua stanza. Ma quando sono entrati, lui si era già suicidato. Nell'auto del killer sono stati trovati alcuni chili di un fertilizzante, il nitrato di ammonio, che può essere usato per fabbricare bombe. E altre armi erano a casa: altre 19 fucili ad alta precisione, munizioni, alcuni dispositivi elettronici, custoditi nella sua abitazione di Mesquite, un tranquillo sobborgo a circa 130 kilometri dal luogo della tragedia. 

Inevitabilmente si è tornati a invocare una legge sulle armi. I democratici Usa rinnovano le loro richieste al Congresso, controllato dai repubblicani. Il leader della Camera, Chuck Schumer, ha detto che il Congresso deve approvare "leggi capaci di evitare le armi, specialmente le più pericolose, e che finiscano nelle mani sbagliate". La leader del Senato, Nancy Pelosi, ha chiesto allo speaker della Camera Paul Ryan una commissione ad hoc per lavorare a una nuova normativa e di ritirare il progetto di legge per facilitare l'uso dei silenziatori. 

"Impossibile: sarebbe la fine di tutto", ha detto l'ex chief strategist della Casa Bianca, Steve Bannon, ora dirigente del sito di ultradestra Breitbart, alla domanda di chi gli chiedeva se poteva immaginare una svolta a sinistra sulle armi da parte di Trump. Secondo Bannon, la base elettorale del tycoon reagirebbe malissimo.

E infatti lo speaker (repubblicano) della Camera, Paul Ryan, ha rilanciato l'appello all'unità e alla preghiera dopo la strage di Las Vegas ma non ha proposto alcuna nuova legge per rafforzare le norme sulle armi. L'unica concessione è l'aver congelato per ora un progetto di legge per allentare le norme sui silenziatori, sostenuto dalla Nra (la più potente lobby delle armi, ndr) ma contestato dai democratici: "Al momento il progetto di legge non è in programma. Non so quando lo sarà", ha detto.

La pillola per dimenticare gli attentati. "Così salvo i superstiti dall'incubo" - di A. BELARDETTI