Teheran, 19 maggio 2017 - Al contrario di altre elezioni iraniane La giornata di voto caratterizzata da lunghe code ai seggi, dove 54,6 milioni di cittadini sono chiamati alle urne per le elezioni presidenziali e per il rinnovo dei Consigli municipali. Così tante, e così impreviste, che i seggi, che dovevano rimanere aperti dalle 8 alle 18 ora locale (cioè dalle 4.30 alle 15.30 ora italiana), che la chiusura è stata rinviata più volte, ritardandola di cinque ore. Hanno chiuso alle 20.30 ora italiana. I seggi allestiti in tutto il Paese sono circa 63mila, principalmente in scuole e moschee.  

La sfida è quella per la scelta del presidente. I candidati in lizza sono rimasti formalmente quattro, ma di fatto si tratta di una sfida a due. Gli iraniani dovranno decidere se rinnovare la fiducia al presidente uscente Hassan Rohani, riformista, fautore di un'apertura all'Occidente anche grazie all'accordo sul nucleare, oppure virare verso il conservatorismo di Ebrahim Raisi, figura vicina all'ayatollah Ali Khamenei, il quale lo ha nominato a capo della più importante fondazione islamica del Paese, la Astan Quds Razavi, che controlla il santurario della città di Mashhad. 

Oltre ai due favoriti, gli altri due candidati rimasti in corsa sono il conservatore Mostafa Mirsalim e il riformista Mostafa Hashemitaba; quest'ultimo si è però ritirato all'ultimo momento chiedendo di votare per Rohani.