Oslo, 6 ottobre 2017 - Non tutti ne avevano sentito parlare finché, oggi, non ha vinto il premio Nobel per la pace 2017. L'Ican (abbrevizione di International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), è una rete non-profit di oltre 400 organizzazioni provenienti da 100 Stati diversi che lavora per la messa al bando delle armi nucleari. Fondata nel 2007 con sede a Ginevra, ha promosso la firma del Trattato per la proibizione delle armi nucleari, siglato lo scorso 7 luglio: un'intesa che entrerà in vigore solo quando sarà ratificato da almeno 50 Paesi. 

L'idea di un'organizzazione anti-proliferazione nucleare fu proposta la prima volta nel 2006 dall'International Physicians for the Prevention of  Nuclear War, federazione di gruppi medici con base in Massachussetts, premiata a sua volta con il Nobel per la pace nel lontano 1985. l'Ican fu poi lanciata nel 2007, prima a Melbourne, in occasione di una raccolta fondi, e poi a Vienna durante un incontro fra gli stati promotori del Trattato di non proliferazione nucleare. 

L'Ican ha come obiettivo quello di promuovere il dibattito sul nucleare, con particolare attenzione agli effetti a lungo termine dell'arma atomica sull'ambiente e sulle popolazioni. Tra gli enti internazionali che ne fanno parte, oltre all' IPPNW, l' Acronym Institute for Disarmament Diplomacy, il Norwegian Peoples Aid, la Latin America Human Security Network e  la Women's International League for Peace and Freedom. 

LE MOTIVAZIONI DEL NOBEL - Il Comitato per il Nobel di Oslo ha assegnato il premio all'Ican per per "il suo ruolo nel fare luce sulle catastrofiche conseguenze di un qualunque utilizzo di armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi per arrivare a un trattato di proibizioni di queste armi". Nell'ultimo anno, ha spiegato la presidente Berit Reiss-Andersen ha impresso "nuovo vigore agli sforzi per raggiungere un mondo senza armi nucleari".