Washington, 7 dicembre 2017 - La decisione di Trump è presa. "È il momento di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele", ha detto il presidente americano sottolineando che Gerusalemme è la sede del governo israeliano. Una decisione annunciata, che il presidente ha ufficializzato in un discorso in serata. "Gerusalemme capitale è il riconoscimento della realtà. Ho dato istruzioni di muovere l'ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme", ha aggiunto. "Farò tutto ciò che è in mio potere per un accordo di pace israelo-palestinese che sia accettabile per entrambe le parti. E gli Stati Uniti continuano a sostenere la soluzione dei due Stati", ha continuato. "La pace in Medio Oriente è necessaria per espellere il radicalismo". 

"Israele è uno Stato sovrano e ha il diritto di determinare la propria capitale. Riconoscerlo è condizione necessaria per raggiungere la pace. Gerusalemme è sede del governo israeliano, casa del Parlamento israeliano, così come della Corte suprema, della residenza ufficiale del premier e di quella del presidente. Quindi è il quartier generale di tutte le istituzioni e dei ministeri", ha aggiunto Trump nel suo discorso. Il vice presidente americano, Mike Pence, sarà nei prossimi giorni in Medio Oriente. "Dio benedica gli israeliani, Dio benedica i palestinesi": così il presidente americano ha chiuso il discorso durato circa 5 minuti. 

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NETANYAHU - Esulta Netanyahu. "La decisione di Trump è un passo importante verso la pace, perchè non ci può essere alcuna pace che non includa Gerusalemme come capitale di Israele", ha detto il premier che ha aggiunto: "Voglio anche che sia chiaro che non ci sarà alcun cambiamento nello status quo dei Luoghi Santi. Israele assicurerà sempre libertà di culto a ebrei, cristiani e musulmani".

HAMAS - Per Hamas invece Trump in questo modo "ha aperto le porte dell'Inferno". 

ABU MAZEN - "La decisione odierna di Trump equivale a una rinuncia da parte degli Stati Uniti del ruolo di mediatori di pace", ha detto il presidente palestinese Abu Mazen in un discorso alla Nazione. Secondo Abu Mazen il discorso di Trump è in contrasto con le risoluzioni internazionali su Gerusalemme. Il presidente palestinese ha detto di aver ordinato alla delegazione diplomatica palestinese di lasciare Washington e di rientrare in patria. "Gerusalemme - ha insistito - è la capitale eterna dello Stato di Palestina".

OLP - Riconoscendo Gerusalemme capitale di Israele e preannunciando lo spostamento dell'ambasciata americana da Tel Aviv, Trump "ha distrutto ogni speranza di soluzione di pace sulla base del principio dei due Stati" come previsti dagli accordi di Oslo del 1993. Così l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ex formazione terroristica di Yasser Arafat, ora ombrello politico che include Fatah, fazione maggioritaria nell'Anp di Abu Mazen. 

IRAN - La scelta del presidente Usa Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele e di volervi trasferire l'ambasciata da Tel Aviv innescherà "una nuova intifada". Così l'Iran ha commentato la decisione del presidente americano. 

IRA ONU - Ira dell'Onu. "Solo realizzando la visione di due stati che convivono in pace e sicurezza, con Gerusalemme capitale di Israele e della Palestina, tutte le questioni sullo status saranno risolte in via definitiva attraverso negoziati, e le legittime aspirazioni di entrambi i popoli saranno raggiunte", ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. "Dal mio primo giorno qui - ha aggiunto - mi sono costantemente dichiarato contrario ad ogni misura unilaterale che metta a repentaglio la prospettiva della pace".

Otto paesi membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - Bolivia, Egitto, Francia, Italia, Senegal, Svezia, Gran Bretagna e Uruguay - hanno chiesto una riunione di emergenza sulla decisione di Trump. Lo fanno sapere all'ANSA fonti diplomatiche dell'organo Onu. La riunione del Consiglio di Sicurezza si dovrebbe tenere entro la fine della settimana, probabilmente venerdì.

UE - "L'Unione europea esprime grave preoccupazione dopo l'annuncio del presidente Trump su Gerusalemme e le ripercussioni sulle prospettive di pace. La posizione dell'Ue resta immutata. Le aspirazioni di entrambe le parti devono essere soddisfatte e una via deve essere trovata attraverso i negoziati per risolvere lo status di Gerusalemme come futura capitale dei due Stati", ha sostenuto in una nota l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini.

MACRON - La decisione americana sullo status di Gerusalemme è "deplorevole". In questo modo l'ha definita il presidente francese, Emmanuel Macron, che ha fatto un appello affinché si "evitino violenze".

GENTILONI - "Gerusalemme città santa, unica al mondo. Il suo futuro va definito nell'ambito del processo di pace basato sui due Stati, Israele e Palestina", ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. 

IL PAPA - Per la scelta di Trump oggi Papa Francesco ha espresso la sua "profonda preoccupazione" e ha lanciato un "accorato" appello a "rispettare lo status quo". In udienza generale Bergoglio ha sottolineato: "Prego il Signore che tale identità sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti". E ancora: "Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, e ha una vocazione speciale alla pace"

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