Mosca, 11 ottobre 2017 - Ennesima minaccia della Corea del Nord agli Usa. A parlare, questa volta, è il ministro degli Esteri di Pyongyang Ri Yong-ho in un colloquio con la Tass a Mosca. Nel mirino c'è come sempre il presidente americano Donald Trump che, secondo Ri Yong-ho, con il suo discorso all'Assemblea Generale dell'Onu ha "acceso la miccia" nella penisola coreana e il popolo della Corea del Nord ora desidera che gli Usa vengano puniti con una "pioggia di fuoco".

Secondo il ministro di Pyongyang, il giro di vite sanzionatorio equivale "a un atto di guerra e aggressione" e il programma nucleare rappresenta per il paese "una garanzia di pace". Ri Yong-ho ha ribadito che la Corea del Nord non accetterà mai un negoziato che coinvolga le sue armi nucleari. E questo proprio perché le minacce americane di intervento militare rendono impossibili i negoziati. Pyongyang "comprende" le ragioni del tentativo di mediazione della Russia, mentre il dialogo con la Corea del Sud non ci sarà finché "Seul dipenderà dagli Usa". 

Usa mostrano i muscoli. La minaccia nordcoreana giunge a poche ore dalla nuova prova di forza Usa nei cieli della penisola coreana. Due bombardieri strategici B-1B provenienti dalla base militare nel Pacifico di Guam sono entrati nella notte nella zona di identificazione aerea di Difesa della  Corea del Sud, e hanno compiuto due simulazioni di sgancio di missili assieme a due caccia F-15K sud-coreani. 

L'arsenale Usa. Nel frattempo, la Nbc riferisce che Trump vorrebbe aumentare notevolmente l'arsenale nucleare del Paese. L'emittente cita come fonti tre funzionari che sarebbero stati presenti a una riunione, avvenuta a luglio, in cui il presidente avrebbe espresso questa intenzione. Oggi gli Usa dispongono di circa 4mila armi nucleari, ma  Trump avrebbe espresso il desiderio di tornare a quota 32mila, livello massimo raggiunto negli anni '60. Si tratterebbe, quindi, di dieci volte il livello attuale.