New York, 19 aprile 2017 - "Stiamo inviando un'armada molto potente in Corea del Nord", diceva una settimana fa Trump. La tensione fra Stati Uniti e Pyongyang era alle stelle e il tycoon compariva in tv, minacciando l'avanzata della portaerei Carl Vinson, in risposta ai test missilistici e nucleari di Kim Jong-un. A quell'annuncio però non è seguita nessuna azione. Anzi, la Vinson, in quel momento stava navigando in direzione opposta, diretta nell'Oceano Indiano, a 3500 miglia dalla Corea, per partecipare ad un'esercitazione con la marina australiana. Lo certifica il New York Times, rivelando la notizia che ha creato non poco imbarazzo all'amministrazione Trump.

Il Nyt fa riferimento peraltro a immagini pubblicate sul sito 'Defense News' e datate 15 aprile. In quel giorno la Vinson navigava ancora attraverso lo Stretto della Sonda, tra le isole indonesiane di Giava e Sumatra, tra il Mar di Giava e l'Oceano Indiano, dopo aver lasciato Singapore. Insomma, in tutt'altra direzione rispetto a quanto dichiarato da Trump. Ora pare che la portaerei abbia preso davvero la rotta delle due Coree. Ma arriverà a destinazione (e a questo punto è legittimo chiedersi quale sia la meta esatta) solo la prossima settimana. Non prima del 25 aprile, dice la stampa di Seul (Corea del Sud).  

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PENCE IN GIAPPONE: LA CINA MEDI - Mentre viene rilanciato l'allarme per l'incolumità dei turisti stranieri a Pyongyang, crescono le pressioni sulla Cina per risolvere la crisi. Stati Uniti e Giappone hanno chiesto un maggiore coinvolgimento di Pechino per allentare la tensione durante l'incontro tra il vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, e il primo ministro di Tokyo, Shinzo Abe. Ancora oggi, a bordo della portaerei Uss Ronald Reagan, nel porto giapponese di Yokosuka, il vice presidente degli Stati Uniti ha parlato di "schiacciante risposta" nei confronti della Corea del Nord. "Gli Stati Uniti rafforzeranno la propria presenza nel Pacifico e il Giappone assumerà un ruolo maggiore nella nostra alleanza in futuro", ha detto il numero due della Casa Bianca, al secondo giorno di visita in Giappone. 

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