Rio de Janeiro, 5 dicembre 2017  - Cesare Battisti dovrà portare il braccialetto elettronico nell'ambito del procedimento che lo vede accusato di evasione fiscale. Lo ha ordinato la giustizia brasiliana, confermano i media del Paese.

L'Italia intanto, attraverso il ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha dato mandato al legale brasiliano Nabor Bulhoes di difendere gli interessi della Repubblica italiana nel procedimento di estradizione a carico di Battisti di fronte al Supremo tribunale federale e in ogni eventuale fase successiva. 

Una decisione che segue quella assunta il 30 ottobre dal Supremo tribunale federale che ha qualificato i ricorsi dei difensori di Battisti come reclamo costituzionale. La difesa dell'ex terrorista dei Pac, i Proletari armati per il comunismo, aveva avanzato precedentemente una richiesta di 'habeas corpus' per scongiurare l'estradizione in Italia. 

Ma la richiesta fu trasformata dal giudice relatore del caso, Luiz Fux, in 'reclamacao', cioè in un ricorso che ora potrebbe riaprire la vicenda processuale. E porprio per questo motivo Orlando ha dato l'incarico al legale brasiliano.

Battisti è stato condannato in Italia per quattro omicidi commessi negli anni di piombo, una vicenda che si trascina da decenni. La prima richiesta di estradizione nei suoi confronti risale al 1991 quando fu arrestato in Francia. Dove dopo il carcere divenne latitante e scrittore, riuscendo più volte ad evitare l'estradizione. Stessa storiain Brasile, dove Battisti fu arrestato il 18 marzo 2007. Ma il riconoscimento dello status di rifugiato che gli riconobbe il presidente Lula gli permise di restare nel paese. Nel 2015, Battisti si è sposato con una brasiliana da cui ha avuto un figlio. 

Nelle ultime settimane il caso è tornato alla ribalta con l'arrivo del nuovo capo di Stato brasiliano, Michel Temer, che gli ha revocato lo status di rifugiato politico: a inizio ottobre Battisti è stato arrestato mentre, secondo quanto ricostruito, stava tentando di fuggire in Bolivia, e gli è stato contestato il tentativo di esportare illegalmente denaro all'estero.