San Paolo (Brasile), 11 ottobre 2017 -  Il giorno dopo l'intervista in tv in cui Cesare Battisti assicurava con una certa tracotanza di essere un 'cittadino protetto', e che quando è stato fermato dalla polizia brasiliana non stava certo scappando in Bolivia, per l'ex terrorista italiano, latitante da 36 anni, la situazione sembra ribaltarsi completamente.

Almeno stando ai media brasiliani, che riportano che il governo del presidente Michel Temer ha revocato lo status di rifugiato politico a Battisti, e al riguardo starebbe aspettando solo il via libera della Corte suprema federale (Stf). Altro che provocatorio brindisi alla scarcerazione, quindi: forse si avvicina la volta buona dell'estradizione.

Se i giudici non concederanno l'habeas corpus preventivo-  richiesto sempre ieri dalla difesa di Battisti - il governo potrebbe decretare l'estradizione dell'ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac). I siti di O Globo e Folha de S. Paulo spiegano inoltre che due ministri avrebbero già dato la luce verde per un atto di Temer a favore della richiesta italiana: si tratta del ministro della Giustizia, Torquato Jardim, e del ministro degli Esteri, Aloysio Nunes Ferreira.

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Cesare Battisti fermato, tutte le tappe della vicenda