Los Angeles, 19 giugno 2017  -  Carrie Fisher, la principessa Leila della saga "Star Wars", deceduta nel dicembre scorso, quando è morta era imbottita di droghe. L'autopsia ha evidenziato la presenza di un cocktail di droghe pesanti, tra cui eroina, cocaina, ecstasy, nel corpo dell'attrice americana.

Carrie Fisher l'esame autoptico ha anche riscontrato la presenza nel sangue di elevati livelli di alcol e di oppiacei, anche se non è stato possibile stabilire con certezza il momento dell'assunzione e quindi ricollegarli alla morte.

La Fisher è morta per un'apnea durante il sonno e in seguito all'aggravarsi di una malattia cardiaca. Debbie Reynolds, star hollywoodiana e madre dell'attrice, è morta anche lei per arresto cardiaco il giorno seguente il decesso della figlia.

Le ceneri di Carrie Fisher, morta il 27 dicembre scorso a 60 anni, sono state riposte in un'urna dalla forma di una maxi pillola di Prozac. Una scelta decisamente sui generis per l'attrice che ha incarnato i sogni di milioni di adolescenti vestendo i panni della principessa Leila in Star Wars. Ora Carrie giace accanto alla madre Debbie Reynolds, deceduta poche ore dopo di lei. Un'unica tomba per madre e figlia, legatissime in vita, e vicine anche dopo la morte. "Voglio stare con Carrie", ha detto la Reynolds poco prima di accasciarsi per l'ictus che l'ha uccisa. Non ha retto alla scomparsa prematura della "sua bambina".