Parigi, 21 aprile 2017 - ERA QUELLO che tutti i responsabili della sicurezza temevano: un attentato alla vigilia del voto, a poche ore dall’appuntamento di domenica per il primo turno delle presidenziali. Una tragedia che potrebbe provocare conseguenze imprevedibili su una scena elettorale già piena d’incertezze. E’ accaduto ieri sera alle 21 lungo una delle strade più famose del mondo, simbolo di Parigi alla pari della Tour Eiffel. Proprio negli stessi istanti in cui i candidati all’Eliseo sfilavano davanti alle telecamere per l’ultimo dibattito, prima del voto di domenica. 
Il primo ad intervenire è stato il rappresentante del partito socialista Benoit Hamon: interrotto dal conduttore del programma che ha sintetizzato quel che era appena accaduto, Hamon si è rabbuiato in viso. «Il mio pensiero va al poliziotto ucciso, ai suoi colleghi feriti. Il mio sostegno alle forze dell’ordine è totale contro il terrorismo». Poco dopo anche Emmanuel Macron, il leader del movimento «En Marche» che figura tra i grandi favoriti per la prova elettorale, ha espresso il suo cordoglio. E ha aggiunto: «Compito di un presidente della Repubblica è innanzitutto difendere e proteggere i cittadini. È il primo dei nostri doveri». 
 
NON HA AVUTO modo di esprimersi la candidata del Fronte Nazionale Marine Le Pen, perché il suo intervento televisivo si era concluso prima che si avesse notizia dell’aggressione, ma la sua posizione è nota: «Se ci fossi stata io al potere – aveva detto pochi giorni fa nel corso di un contestato comizio allo Zenith di Parigi – gli attentati che hanno insanguinato la Francia dal 2012 (data dell’elezione di François Hollande, ndr) non ci sarebbero stati».
Già ieri sera alle 22 una riunione di crisi era stata convocata d’urgenza all’Eliseo. Sedevano al tavolo di Hollande per fare il punto della situazione (e forse per decidere nuove misure per i prossimi giorni) il primo ministro Bernard Cazeneuve, il ministro degli interni Matthias Fekl, il ministro della difesa Jean-Yves Le Drian, i capi della Polizia e della Gendarmeria, il procuratore capo della Repubblica, il sindaco di Parigi Anne Hidalgo: uno staff ai massimi livelli che mostra come il momento sia ritenuto pericoloso dai responsabili dello Stato.
 
L’INCHIESTA su quanto è accaduto ieri sera è stata affidata ai servizi dell’antiterrorismo, che entrano in funzione per la seconda volta in poche ore: mercoledì scorso erano riusciti a sventare un attentato imminente contro un personaggio politico importante, forse François Fillon o Marine Le Pen, arrestando a Marsiglia due francesi affiliati alla jihad. E l’ombra del terrorismo sul voto rischia di pesare in maniera significativa. Favorendo in qualche maniera la stessa Marine Le Pen, la più dura nell’esigere misure repressive per combattere la criminalità ed il terrorismo.