Roma, 13 ottobre 2017 - Asia Argento è tornata sul caso Weinstein, il produttore che ha accusato di averle usato violenza, con un tweet amaro: "Ho denunciato uno stupro e per questo vengo considerata una tr...". Ma il mondo dello spettacolo affronta la questione con la prudenza di un artificiere. Qualche solidarietà e molte perplessità.

"Conosco bene Asia Argento e la stimo", rivela Vladimir Luxuria. "Quando ho letto che raccontava di essere stata costretta a un rapporto orale, la prima reazione è stata di solidarietà. Ma quando ho letto che, dopo aver subito questa violenza , ha fatto un film con lui, è andata con lui sul red carpet a Cannes, l’ha frequentato per cinque anni, allora mi sono detta che c’era qualcosa che non andava. Purtroppo in queste vicende bisogna avere una credibilità totale, altrimenti basta una sola fake news a mettere in discussione tutto: la prossima che denuncerà qualcosa di analogo non verrà creduta. Asia aveva la fortuna di aver quel cognome, ha cominciato a recitare a 9 anni, non aveva certo bisogno di un ‘aiuto’ del genere".

Alcune delle star che hanno accusato Weinstein (Afp)

Ma nel caso di ragazze meno famose? "Se non stiamo parlando di una vera aggressione fisica, allora devi dire di no. Non apprezzo chi dice di sì e poi fa la vittima. Non sarò creduta, ma è capitato anche a me. Ho fatto capire che non gradivo. Alla fine il progetto di cui si stava parlando non si è realizzato".

Totale solidarietà invece da parte di Barbara Bouchet: "Si può sempre dire di no, ma mi rendo conto che per molte di queste ragazze è difficile entrare nel mondo dello spettacolo: sono giovani, sono sole, e magari cedono. A me è capitato 50 anni fa, avevo 22 anni e un uomo potentissimo – un avvocato degli studios – mi fece le sue avance, io rifiutai e lui mi minacciò, dicendo che mi avrebbe distrutto. Per la paura lasciai gli Stati Uniti: per fortuna avevo ricevuto una proposta dall’Italia e quella fu la mia fortuna".

Asia Argento shock: avrebbe subìto violenza sessuale

L’ha denunciato? "Ma cosa vuole denunciare... Cosa fai, vai dalla polizia? Non c’è scampo, esci e te ne vai. Ero davvero spaventata. Insomma: si può dire di no, ma mi rendo conto che è difficile se hai un sogno".

Ottavia Piccolo, eccelsa attrice di teatro e cinema, preferisce sorvolare: "Sono cose che sono sempre accadute, non voglio parlarne perché rischierei di dire solo banalità". Mentre Rita Dalla Chiesa affronta senza timore l’argomento: "Sicuramente la paura di perdere il lavoro può esserci. Se però una persona si è sentita realmente offesa e traumatizzata ma poi, invece di scappare, resta all’interno di questo cerchio negativo, prende treni e aerei e va agli appuntamenti in albergo, non parlerei più di stupro, ma di un rapporto cosciente".

Una grande pressione psicologica non può essere paragonata alla violenza? "Può esserlo. Nel caso di Asia Argento, però, penso che lei avesse tutte le armi per difendersi. Questo non toglie che chi commette questi atti siano persone inqualificabili. Se fosse accaduto a me, piuttosto che cedere avrei preferito mangiare pane e cipolla, e badi che sono allergica alle cipolle. Ci sono anche ragazze che esibiscono la loro disponibilità, così come lo fanno anche certi uomini. A me è capitato di ricevere fiori, bigliettini, regali, che io regolarmente ignoravo. Concordo con Barbara Palombelli quando dice che rivendica anche il diritto di non dire chi, quando e perché. Sei stata violentata? E perché lo dici dopo anni? Troppo comodo. Non facciamo battaglie femministe su cose che col femminismo non c’entrano niente".

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"Sarò una mosca bianca", rivela Alba Parietti, "ma a me non è mai capitato niente del genere. A volte basta l’atteggiamento per scoraggiare un uomo. Il punto centrale del problema è la paura: l’eterna paura delle donne nei confronti degli uomini, del loro potere, di non essere credute. Conosco potenti donne manager che quando tornano a casa si lasciano menare dal marito. Perché questo tipo di atteggiamento non riguarda solo il mondo dello spettacolo, ma tutti gli ambiti lavorativi. Con un’aggravante: nello spettacolo non insegui un posto da 1200 euro al mese, ma fama e successo".