HANNO altro a cui pensare, i senatori: la legislatura che sta per finire, le vacanze di Natale che stanno per cominciare, la ricandidatura, le alleanze... Non c’è dunque da stupirsi se hanno dimenticato di mettere in votazione la legge per difendere i nostri anziani dai tanti, troppi truffatori che ne insidiano i beni e che, soprattutto, ne minano la sicurezza e l’autostima spingendoli spesso in un cono d’ombra fatto di depressione e paura. È passato più di un anno dall’avvio della campagna di Qn. Abbiamo raccontato decine di storie, spesso tragiche. Abbiamo invocato pene più severe. Abbiamo ottenuto il sostegno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e l’appoggio del segretario del Pd, Matteo Renzi. Spingendola, come usa fare con i ferri vecchi, siamo faticosamente riusciti a mettere in moto la macchina parlamentare. Il democratico David Ermini si è preso a cuore la nostra battaglia e ha redatto una legge che, tra l’altro, prevede pene da 2 a 6 anni e l’arresto obbligatorio in caso di flagranza. In settembre, la legge è stata approvata dalla Camera. Settembre è passato, è passato ottobre ed è passato anche novembre. Invano. Ieri i capigruppo del Senato hanno deciso che entro la fine della legislatura ci sarà tempo per votare solo due leggi: il testamento biologico e lo Ius soli. Bene il primo, male il secondo. Siamo pronti a scommettere che lo Ius soli non passerà, ma il solo fatto che tra una legge di bandiera nata per fini politici (recuperare voti e alleati a sinistra) e una legge volta a difendere i nostri anziani genitori e i nostri nonni si sia scelta la prima dice molto. Dice tutto. Dice anche troppo.