Gira che ti rigira, quando si arriva al dunque è sempre lì che si va a parare: dagli al fascista! Capita, in Italia, agli uomini di governo che cercano di prendere il toro per le corna piuttosto che lasciarsi evangelicamente infilzare. «Fascista» è la parola con cui vengono messi fuori gioco, parola che pesa come pietra tombale su ogni possibile considerazione ulteriore. Marco Minniti, che un po’ se l’è cercata con quel suo discorso sulla democrazia in bilico, viene ora raffigurato col fez in testa e il manganello in pugno. Evocando involontariamente il realismo di Togliatti quando nel ’36 fece appello ai «fratelli in camicia nera», il comico Maurizio Crozza gli fa enunciare propositi del tipo «non possiamo lasciare il fascismo ai fascisti». Il compagno ministro Andrea Orlando nelle sue politiche di contenimento all’immigrazione clandestina scorge «il rischio di fascismo». Lo scrittore Roberto Saviano su ‘Repubblica’, ultimo baluardo della democrazia in pericolo, paventa «un nuovo fascismo alle porte». Lo storico Marco Revelli, sobriamente, assicura in punta di scienza che tra il ministro dell’Interno del Pd e «il fascista ungherese Orbán» non c’è differenza. Mentre Franco Berardi detto Bifo, venendo da Potere operaio, sente il dovere morale di spingersi fin dove nessuno era ancora arrivato. Minniti? «Un nazista», assicura. Ma cosa ha mai fatto Marco Minniti? Ha ordinato agli squadristi del Pd di manganellare «i negri»? Ha teorizzato, citando il conte de Gobineau, la supremazia della razza bianca? Ha allestito campi di concentramento all’insegna del lavoro che rende liberi? Nulla di tutto questo, fortunatamente. Sta solo cercando di contenere l’immigrazione illegale. Ma se Minniti è fascista, fascista è la maggioranza degli italiani. Si legga, a riguardo, l’odierno sondaggio di Antonio Noto, da cui risulta lo straordinario grado di fiducia riposto dai nostri concittadini nel ministro dell’Interno. C’è solo un problema: la popolarità del ‘renziano’ Minniti non porta voti al Pd di Renzi. Ma questi sono fatti di Renzi. Quel che conta, ai fini del nostro discorso, è che solo il 15% degli elettori democratici predica la politica delle porte aperte agli immigrati. All’armi: tutti gli altri son fascisti?