Roma, 2 gennaio - Le fasce orarie di reperibilità resteranno invariate: 7 ore per i dipendenti pubblici, 4 per i privati. Questo è quanto stabilito dal decreto firmato dalla ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia​, e pubblicato in Gazzetta con entrata in vigore a partire dal 13 gennaio. Dietrofront quindi sull'armonizzazione tra i settori, indicata nella riforma del pubblico impiego. Il ministero della Pubblica Amministrazione ha motivato la scelta spiegando che "l'armonizzazione alla disciplina prevista per i lavori privati avrebbe comportato (per i dipendenti pubblici ndr) una riduzione delle fasce orarie da sette ore giornaliere a sole quattro e, quindi, una minore incisività della disciplina dei controlli".

Nel dettaglio, il decreto fissa le fasce di reperibilità tra le 9 e le 13 e tra le 15 e le 18 di ciascun giorno, mantenendo gli orari attualmente previsti per la pubblica amministrazione e lasciando invariata la differenziazione tra pubblico e privato, dove le finestre - comprese tra le 10 e le 12 e tra le 17 e le 19 - sono più brevi. L'alternativa poteva essere rappresentata dall'allargamento degli spazi per i lavoratori del privato, come proposto più volte dal presidente dell'Inps Tito Boeri, il quale si era espresso per portare tutti a sette ore. Tra le altre importanti novità introdotte dal decreto, un Dpcm, vi è la "cadenza sistematica e ripetitiva" dei controlli, "anche in prossimità delle giornate festive e di riposo settimanale". Tradotto, il medico fiscale potrà recarsi a casa dell'interessato più volte per effettuare il controllo, una regola contro gli assenteisti del lunedì, conosciuti anche come 'furbetti del weekend'.

Il presidente dell'Inps Tito Boeri sottolinea però che non uniformare le fasce potrebbe "far diminuire le visite fiscali nella P.A". E spiega: "La mancata armonizzazione rende più difficile realizzare quelle economie di scala che sono alla base della scelta del polo unico. Se ci sono due dipendenti malati, uno pubblico e uno privato in una piccola località, per ridurre i costi unitari dei controlli si potrà essere costretti a rinunciare a visitare sia l'uno che l'altro".