Roma, 14 novembre 2016 - Cautela su Donald Trump e una linea chiara: aspettiamo a giudicare. Matteo Renzi, intervistato da Radio Montecarlo, dice la sua sulle polemiche intorno al muro al confine del Messico che il tycoon ha detto di voler allungare. "Non diamo un giudizio da Italietta: quel muro c'è da 20 anni, può non piacere ma è cosi", ha detto Renzi, aggiungendo che "questo muro l'ha fatto Clinton, poi c'è stato Bush, poi Obama. Non facciamo analisi con provincialismo" come "Salvini che pensa di aver vinto in Ohio quando in realtà ha vinto a Gallarate". Poi ha chiarito: "Se fossi stato americano avrei votato Hillary Clinton. Sono un fan di un grande personaggio come Barack Obama, ha vinto Trump: congratulazioni a lui, l'Italia lavora con gli Usa". Quindi ha concluso: "Non sappiamo cosa accadrà. Credo che il presidente Trump sarà diverso dal candidato  Trump".

PENSIONI - Renzi conferma l'intervento sulle pensioni minime.  "Tutti quelli che stanno sotto i mille euro, nel 2017 avranno un aumento dai 30 ai 50 euro. Non sono gli 80 euro ma sono comunque 50", assicura il premier che rivendica l'operato del suo governo in tema di pressione fiscale: "da quando sono premier le tasse hanno cominciato a scender ma sono d'accordo che è ancora troppo poco. Un pezzettino alla volta, ce la facciamo". E ancora: "Non è che schioccando le dita alla Fonzie o con la bacchetta magica si risolve tutto, ma se ci mettiamo insieme possiamo fare di più. Io certo non sono uno che mette nuove accise per finanziare la ricostruzione del terremoto".

REFERENDUM - Il conto alla rovescia per il referendum del 4 dicembre è scattato da un pezzo. Una partita su cui Renzi e il governo si giocano tanto, forse la stessa sopravvivenza dell'esecutivo. "Io di restare a vivacchiare e galleggiare non sono adatto. Cosa significa? lo vedremo il 5 dicembre", dice Renzi sulla falsariga di quanto dichiarato ieri sera a Che Tempo che fa da Fabio Fazio. "A quelli a cui sto sulle scatole dico che quello del 4 dicembre non è un voto sulla mia simpatia - aggiunge -, ma sul Paese". E ancora: "Vi rendete conto che c'e' chi vota no per farmi un dispetto? Riflettete". A chi gli chiede se l'errore non sia stato personalizzare il voto, il premier risponde: "Ho sbagliato a personalizzare? Sono tre mesi che lo dico, mi autofrusterò".  Il voto del 4 dicembre è un voto anti sistema? "Ma al referendum chi è anti sistema? Noi che siamo un gruppo di persone che, nel bene o nel male, cerca di cambiarlo il sistema o chi per 30 anni ha fatto 'maramao'? Coloro che se ne sono allegramente disisnteressati e ora tornano sulla breccia perché vogliono tornare al potere?".

Cìè qualcuno che, a proposito della riforma e delle sue conseguenze, tira fuori lo spauracchio delal dittatura. "La riforma costituzionale modifica il sistema di elezione del presidente della Repubblica rendendo più alto il quorum - spiega Renzi in proposito -. Con questa riforma ci sarà qualche garanzia in più, non in meno". Infine, Renzi ribadisce che se vincono  i Sì al referendum costituzionale ci saranno "meno posti e meno poltrone per la politica, un'Italia più semplice. Invece, se vince il No tutto rimane com'è e cioè con la Camera e il Senato che fanno le stesse cose. Se rimane tutto com'è restano l'instabilità, gli inciuci e gli accordicchi con le maggioranze diverse di Camera e Senato".