Roma, 11 novembre 2017 - Ape social prorogato al 2019, con ampliamento delle maglie per l’accoglimento più agevole delle domande. Ma anche introduzione della web tax e ripristino e proroga del bonus bebè. E ancora: tassa sul fumo per finanziare i farmaci oncologici e la possibile revisione al ribasso del super-ticket su visite e analisi. Fino alla previsione di un fondo ad hoc per risarcire i risparmiatori delle banche venete. E a una nuova possibile sanatoria fiscale sulle sanzioni per le imposte non pagate fino a oggi. Dalla valanga di circa 4 mila emendamenti presentati alla legge di Bilancio all’esame del Senato spuntano le prime modifiche più gettonate o sostenute dalla maggioranza e destinate, per questo, a cambiare la manovra per l’anno prossimo.

In testa alla lista delle novità quelle relative al capitolo previdenza. Governo e sindacati si ritroveranno lunedì per tentare di chiudere una difficile intesa sulle categorie (15 quelle individuate) da esentare dall’innalzamento dell’età pensionabile e sul cambio del metodo di calcolo dell’aspettativa di vita, senza che tutto questo intacchi l’aumento a 67 anni dal 2019 della soglia anagrafica standard per la pensione: una decisione inevitabile per il presidente dell’Inps, Tito Boeri, se non si vuole minare l’occupazione.
Con l’intento di favorire l’accordo, l’ex sindacalista cislino e attuale capogruppo dem in Commissione Bilancio, Giorgio Santini, ha messo a punto un emendamento che proroga l’Ape social al 2019 e permette l’accesso all’anticipo gratuito anche nei casi più controversi: per i disoccupati che svolgano lavori a termine, come per coloro che hanno contribuzione estera.
 
Non meno rilevante il ripristino del bonus per i nuovi nati che sia Ap sia il Pd vogliono riproporre anche per il prossimo anno. Lo stesso Pd, però, insiste anche con la proposta di elevare l’attuale tetto di 2.840 euro di reddito sopra il quale i figli non vengono più considerati a carico della famiglia a circa il doppio. Sul fronte imprese, spicca, invece, l’emendamento del presidente della Commissione Industria, Massimo Mucchetti, sull’attesa web tax. La proposta viaggia su due strade: da una parte prevede una stretta sui criteri di stabile organizzazione e dall’altra introduce un’imposta forfettaria del 6% dei ricavi sulle transazioni digitali. Sulla proposta emergono però già i primi dubbi di Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera. Una tassa in più potrebbe arrivare anche sulle sigarette. L’idea, sponsorizzata dalla Commissione Sanità del Senato, è che si aumentino le imposte sui tabacchi per coprire i 500 milioni del Fondo oncologici. Le risorse recuperate potrebbero servire anche per la riduzione, se non proprio l’abolizione, del superticket. Un tema su cui potrebbe riproporsi una convergenza tra governo, maggioranza e Mdp.

Il Pd, infine, spinge anche su una sorta di nuova sanatoria che consentirebbe di non pagare sanzioni anche nel caso in cui il fisco abbia accertato, entro il 16 ottobre scorso, mancati versamenti delle tasse. La proposta è stata per il momento accantonata, ma lunedì, quando riprenderanno le votazioni in Commissione, «puntiamo a portarlo a casa», afferma Santini.