Roma, 17 luglio 2017 - E' record di giovani che non hanno né cercano un lavoro. L'Italia è il Paese Ue con il maggior numero dei cosiddetti Neet (acronimo inglese di "not (engaged) in education, employment or training"): sono il 19,9% nel 2016, livello nettamente superiore alla media europea che si attesta all'11,5%. E' quanto emerge dal rapporto 2017 su Occupazione e Sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata dalla Commissione Ue, che mette in evidenza la maggiore difficoltà dei giovani italiani nel mondo del lavoro rispetto agli altri coetanei del continente. Nel 2016, la disoccupazione fra i 15 e i 24 anni è stata al 37,8%, in calo rispetto al 40,3% del 2015, ma comunque la terza in Europa dopo Grecia (47,3%) e Spagna (44,4%).

Anche tra chi riesce a trovare un'occupazione le cose non sono semplici: secondo il report, tra questi più del 15% dei casi ha contratti atipici (fra i 25 e i 39 anni, nel Regno Unito è meno del 5%, dati 2014), è "considerevolmente più a rischio precarietà", e se ha meno di 30 anni guadagna in media meno del 60% di un lavoratore ultrasessantenne. Per tutti questi motivi i ragazzi italiani escono dal nido familiare e fanno figli fra i 31 e i 32 anni, molto più tardi rispetto alla media Ue che si attesta intorno ai 26 anni, e dopo anche rispetto agli stessi dati italiani di dieci anni fa. 

Il rapporto certifica anche il numero di lavoratori autonomi è fra i più alti d'Europa (più del 22,6%), la differenza fra uomini e donne che lavorano al 20,1%, e il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema (11,9%) aumentato fra 2015 e 2016, unico caso in Ue con Estonia e Romania.