Roma, 15 novembre 2017 - Rivisto ancora al rialzo il Pil dell'Italia. E a spingerlo sarebbe la tanto invocata domanda interna. Con la lettera Ue in arrivo e Gentiloni che risponde con fermezza a Bruxelles ("Non siamo più il fanalino di coda in Europa"), l'Istat diffonde nuove stime che certificano un ulteriore mini-sprint della la nostra economia. "Nel 2017 si prevede un aumento del Prodotto interno lordo pari all'1,5% in termini reali. Il tasso di crescita è in accelerazione rispetto a quello registrato nel 2016 (+0,9%)".

Nel quadro di previsione 2017-18, l'Istituto, rispetto a maggio, rivede così al rialzo le indicazioni su quest'anno, (che davano il Pil in aumento dell'1%). Si tratta della crescita annua più elevata dal 2010. Il dato è in linea con la stima del Governo (+1,5%). "Il miglioramento del Pil - scrive l'Istat - è atteso proseguire su ritmi analoghi anche nel 2018 (+1,4%)".

DOMANDA INTERNA - A contribuire positivamente per 1,5 punti percentuali alla crescita nel biennio 2017-2018 sarebbe la domanda interna. L'apporto della domanda estera netta sarebbe invece marginalmente negativo (-0,1 punti percentuali in entrambi gli anni) e la variazione delle scorte lievemente positiva nel 2017 (+0,1 punti percentuali) e nulla nell'anno successivo.

DISOCCUPAZIONE - Buone notizie anche dal mercato del lavoro. L'Istat stima un proseguimento della dinamica positiva, tale da determinare un aumento dell'occupazione sia nell'anno corrente (+1,2% in termini di unità di lavoro) sia nel 2018 (+1,1%) contribuendo ad una progressiva diminuzione del tasso di disoccupazione (rispettivamente 11,2% e 10,9% nei due anni). 

Quest'anno "il tasso di disoccupazione è atteso in moderata diminuzione", dall'11,7% all'11,2%, anche se resterà "ancora distante da quello della media dell'area euro", dice l'Istituto. E sottolinea: "Il miglioramento del mercato del lavoro è stimato estendersi anche al 2018". Continuerà, infatti, "la riduzione della disoccupazione".