Bologna, 23 novembre 2014 - Altroché biscotti. C’è una famiglia italiana, vera, che si riunisce attorno al tavolo con computer, fogli e calcolatrice per creare idee di successo (e non spot sulla felicità). È la famiglia Carisi, con base sui colli di San Lazzaro e due figli ingegneri. Il più grande, Roberto, ha 30 anni e, dopo un lungo peregrinare professionale da Shanghai a Los Angeles, passando per la Baviera, lavora come ingegnere informatico a Londra. L’altro, Stefano, ha 22 anni e studia ingegneria dell’automazione. Con l’aiuto decisivo di papà Andrea, artista e imprenditore, hanno creato Hoku, una lampada a led, dal design moderno, che illumina in modo sostenibile l’ambiente senza bisogno di aggiustamenti o regolazioni. Hoku è in vendita su Kickstarter, una community online che sostiene i progetti dei creativi attraverso il crowdfunding.Hoku, la lampada a led che fa una luce naturale

Roberto, come nasce Hoku?

«Nasce da una casualità, da un’esigenza e da un’intuizione. Un giorno di febbraio, tornato a Bologna, stavo acquistando un orologio su Kickstarter, quando mio padre mi ha chiesto che cosa fosse questo sito. Nel frattempo mio fratello da un po’ stava cercando di trovare la lampada giusta per studiare e non ne ne veniva fuori».

E allora?

«Mio padre ha detto: perché non creiamo una lampada geniale da vendere su questo sito? E, siccome la filosofia a casa mia è ‘intanto iniziamo’, ci siamo subito lanciati. La settimana dopo, mio padre era già in officina a tagliare pezzi di cartone per fare le prove sulla luce. Poi ha preso contatto con gli artigiani locali per studiare le componenti»

Come siete arrivati al prodotto finale?

«Dopo varie prove. Hoku è fatta d’acciaio, il disegno è di mio papà che è un pittore. Abbiamo puntato sulla funzionalità: ha solo un control touch per accendere e spegnere e un led con un’apertura di 120 gradi per illuminare anche lo spazio attorno così da non stancare gli occhi. La forma inclinata permette di far luce sul piano di lavoro senza che la lampada sia troppo vicina o lontana. Ma soprattutto abbiamo puntato sul made in Italy: quasi tutti i materiali vengono dal Bolognese».

E il nome?

«Mio fratello e io abbiamo cercato un nome hawaiano che desse l’idea di relax, perché il target di pubblico a cui puntiamo è gente creativa. Hoku significa ‘stella’ ed è facile da pronunciare e da ricordare».

Quanto consuma Hoku?

«Meno di 5 watt: irradia una luce paragonabile a una classica lampadina a 50 watt, ma senza scaldare, perché è a led. Ha 50mila ore di utilizzo, poi funziona ancora, anche se con prestazioni minori».

E quanto costa?

«A regime, il prezzo per il pubblico sarà di 99 sterline, circa 125 euro, ma per la community di Kickstarter le vendiamo anche a 100 euro. Finora abbiamo raccolto quasi 3mila euro da trenta persone».