MIlano, 27 luglio 2017 - Tutti gli occhi del fashion guardano a Gucci, con ammirazione e molta invidia. Dopo i favolosi risultati delle vendite nel primo trimestre 2017 la considerazione e la stima nei confronti del Presidente e Ceo Marco Bizzarri e del direttore creativo Alessandro Michele sono alle stelle, anche se, come sempre succede a chi coglie successi a go-go, alcuni un po' malignamente cominciano a domandarsi "quanto durerà" questa strepitosa carica creativa e di prodotto che ha contagiato tutti gli altri marchi della moda internazionale che sono all'inseguimento dell'effetto Gucci, della meraviglia di questo massimalismo all'italiana che tanto piace nel mondo, di questo abbigliamento e accessorio che è tanto moderno quanto legato alla tradizione del brand fiorentino in portafoglio al Gruppo Kering di Francois Henri Pinault.

Stasera sono stati rivelati i risultati, anche questi sfavillanti, del secondo trimestre di questo 2017 che si attestano per le vendite (aprile-giugno) a 1,478 miliardi con un riguardevolissimo +39%. All'interno di queste cifre le vendite nel secondo trimestre nei negozi diretti hanno registrato un netto +42%. In totale i risultati di Gucci nel primo semestre, cioè da gennaio a giugno, hanno raggiunto i 2,832 miliardi, a +43%, e siamo solo a metà dell'anno. I profitti, cioè il margine operativo lordo, hanno toccato nel primo semestre 907 milioni di euro, con un +69%, con una incidenza dei profitti sulle vendite del primo semestre al 32%. In questi primi sei mesi del 2017 Gucci ha venduto molto bene in Europa Occidentale con un +66%, in Nord America con un +30%, in Giappone con +22%, in Asia.Pacific con + 40%, mentre l'e-commerce ha segnato un +52%

Così dopo un primo trimestre a +51%, Gucci si conferma anche a fine giugno il caso più eclatante di turnaround e di riposizionamento all’interno del settore del lusso, e non solo. Ma qual è il segreto di tanto successo e tanta energia?

La chiave di questo dorato turnaround è la capacità di affiancare all’estetica e alla creatività dirompenti del Direttore Creativo Alessandro Michele, una rivoluzione organizzativa e manageriale di successo, guidata dal Presidente e Ceo Marco Bizzarri, basata sull’importanza di valori condivisi e di una solida e diffusa cultura aziendale, che poggia su una continua ricerca dell’innovazione, in tutte le attività e ad ogni livello, di prodotto e di processo; sulla responsabilità, inclusione e integrità professionale e su una sana propensione al rischio e alla valorizzazione di talenti. Come si legge dai numeri di questa eccezionale semestrale tutti i mercati e le categorie di prodotto crescono a doppia cifra, sintomo di salute del marchio.

Va ricordato poi che dall’autunno 2016 Gucci ha interrotto ogni attività di saldo: si tratta quindi di una crescita "sana", a prezzo pieno, a conferma dell’apprezzamento universale delle collezioni

Tutto il mondo della moda ha ammirato la precollezione Gucci che ha sfilato a fine maggio a Firenze, nelle sale della Galleria Palatina di Palazzo Pitti, poi più di recente ha incuriositò il lancio di Gucci Dècor per il lifestyle della persona e della casa legato al brand e alla sua filosofia secondo l'estro e il genio di Alessandro Michele, e solo due giorni fa il lancio della campagna pubblicitaria del prossimo inverno con scenari e protagonisti "spaziali" alla Star Trek.