Roma, 27 dicembre 2017 - Siamo tutti a rischio? Secondo un report della Bbc, si starebbero diffondendo in rete malware (termine tecnico che identifica un virus informatico) che infettano i più popolari siti internet (tra i quali ad esempio ThePirateBay) e sfruttano la capacità di calcolo dei computer degli utenti per produrre criptovaluta. Il report della BBC afferma come sarebbero centinaia i più famosi siti internet, visitati ogni giorno da milioni di utenti, infetti da decine e decine di virus cosiddetti 'minatori' (da mining, termine che indica la produzione di unità di criptovaluta).



Come spiegato in un precedente articolo sul funzionamento della tecnologia blockchain, il procedimento di 'produzione' dei Bitcoin si basa sul meccanismo per cui sono gli stessi utenti a certificare e archiviare le transazioni che avvengono all'interno del sistema e per ogni dato numero di queste operazioni portate a termine si viene 'ricompensati' con un dato numero di Bitcoin. Visto che queste operazioni di certificazione e archiviazione richiedono una grande capacità di calcolo, per chi volesse cimentarsi nel 'mining' (la produzione di Bitcoin), investire in computer con una maggiore potenza è un'operazione redditizia poichè consente di portare a termine un maggior numero di operazioni e guadagnare di più. Tuttavia, per alcuni miner particolarmente avidi, sfruttare i computer di utenti ignari è una prospettiva appetibile, poichè consente di incrementare di molto i margini di guadagno scaricando l'onere della potenza di calcolo su qualcun'altro. E' qui che entrano in gioco i softwere di mining, programmi spesso perfettamente legali che consentono di esternalizzare i requisiti in termini di CPU ed energia elettrica sui computer degli utenti che visitano un sito internet. In sostanza: mentre accediamo a un sito 'infetto', è come se ci 'rubassero' una parte della Cpu, ovvero la capacità di calcolo del processore del nostro computer, e la consumassero per guadagnare Bitcoin..

Bitcoin, crollo del 40%. Ecco chi ci rimette

Se gli utenti fossero informati di questa possibilità, l'esternalizzazione del mining potrebbe costituire una nuova fonte di guadagno perfettamente legale per i siti web, in grado di ridurre l'importanza della pubblicità. Il problema si pone quando agli utenti non viene comunicato nulla sulla presenza e sul funzionamento di questo meccanismo, trasformandoli in inconsapevoli (e non ricompensati) produttori di ricchezza per conto di altri. I problemi non finiscono qui, infatti, i malware che si avvalgono della nostra CPU per produrre criptovaluta rallentano i nostri computer e gonfiano la nostra bolletta elettrica.

Il Bitcoin risale dal precipizio. L'esperto: ci saranno altri crolli

Le cose si complicano ulteriormente poi, quando sono gli stessi siti internet ad ignorare di essere stati infettati da softwere di mining. Quando la BBC ha contattato alcuni siti infetti, i responsabili hanno sempre sostenuto di non sapere chi avesse inserito i malwere nel sistema, mentre Coinhive, piattaforma famosa per aver rilasciato uno dei primi softwere di mining, ha sostenuto di sapere che alcuni dei suoi primi utenti avessero inserito il programma in siti precedentemente hackerati e di adottare una politica di blocco immediato nei confronti di tali utenti.

Bitcoin, la quotazione live. Perché ieri sono crollati

QUALI PRECAUZIONI SI POSSONO PRENDERE? - Se hai notato un improvviso rallentamento nelle prestazioni del tuo computer e pensi di poter essere vittima di un malware per il mining di criptovalute, un primo passo è sicuramente quello di controllare se parte della tua CPU è impegnata in un processo sconosciuto e terminarlo immediatamente tramite lo strumento di gestione attività. Un modo generalmente efficace per proteggersi da possibili infezioni è quello di installare un ad-blocker (ovvero un programma che blocca la pubblicità online). Tuttavia, per andare sul sicuro è sempre meglio assicurarsi un buon pacchetto antivirus e provvedere ad un suo regolare aggiornamento.

Bitcoin, chi è Satoshi Nakamoto. Mistero sul 'padre' della criptovaluta