Dopo le vette il crollo. I Bitcoin hanno visto una maxi correzione di oltre il 15% nel giro di poche ore: dopo essere schizzati al record storico di 11.395 dollari hanno ripiegato sotto i 9mila. Un ottovolante che ha riportato le quotazioni a 10mila e poi ancora sotto. Del resto, l'altissima volatilità e l'assenza di un'autorità di controllo e regolazione sono la cifra significativa delle criptovalute. Ecco perché si tratta di investimenti altamente speculativa nei quali gli investitori retail devono stare molto attenti.

Ieri, ad esempio, chi ha comprato a 11mila con contratti cdf (contratti per differenza), la tipologia prevalente per chi investe in Bitcoin senza comprare direttamente la criptomoneta sono rimasti bloccati nell'impossibilità di vendere nel momento del crash (o nei presanti crolli di prezzo).  In sostanza, in questi contratti nei quali si compra non un bene fisico ma un rapporto con l'intermediario funziona che, in caso di forte discesa, non si riesce a mantenere aperto il contratto perché scatta lo stop legato alla compravendita: la perdita arriva all'importo prestabilito, quindi l'intermediario chiude la posizione e si tiene il margine.

Borsa Italiana spiega così il funzionamento di questo strumento derivato: un contratto tra due parti nel quale l'acquirente, a fronte di un pagamento di un tasso di interesse, riceve il rendimento di un attività finanziaria sottostante mentre il venditore del contratto, a fronte dell'incasso degli interessi, si impegna a pagare il rendimento dell'asset sottostante. Le due parti si accordano per scambiarsi il flusso finanziario derivante dal differenziale tra il prezzi di un attività finanziaria sottostante rispettivamente al momento dell’apertura (accensione) del contratto e al momento della sua chiusura (conclusione). Si opera quindi sulle differenze di prezzo dei contratti, guadagnando o perdendo in funzione della differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita del sottostante, moltiplicato per il numero di CFD scambiati. 
Tradotto: per guadagnarci bisogna acquistare sempre all'inizio della salita e non andare mai al disotto in caso di discesa.

Una bolla che si gonfia pericolosamente, secondo molti. Che sta preoccupando le autorità monetarie centrali. "E' un asset molto particolare  - avverte la Bce - se guardiamo agli sviluppi del suo prezzo, per definizione, va considerato una asset speculativo. Gli investitori si stanno prendendo un rischio comprando a simili prezzi". Ma c'è anche chi ci ha gudagnato molto. Come  Julian Assange: il blocco dei contributi imposti da banche e circuiti finanziari, ha spinto Wikileaks a investire in Bitcoin quando ancora valevano pochi dollari. E oggi, grazie all'apprezzamento della criptovaluta, l'organizzazione è cresciuta economicamente.