Roma, 30 dicembre 2017 - Viaggiare sulle autostrade italiane costerà di più. A partire dal primo gennaio 2018 infatti, entreranno in vigore gli aumenti dei pedaggi  previsti nel decreto del ministero dei Trasporti. I nuovi rincari alzeranno in media i costi per gli automobilisti del 2,74% (dato calcolato sulla base delle percorrenze 2016) e interesseranno 23 concessionarie autostradali oltre alle tre (T.E.E.M, Pedemontana Lombarda e Bre.Be.Mi) il cui concedente è la Concessioni Autostrade Lombarde, per un totale di 24. Gli adeguamenti, in alcuni casi di gran lunga superiori alla media, sono dovuti a vari fattori quali inflazione, qualità e investimenti effettuati. 

L'aggiornamento annuale delle tariffe - si legge in una nota del ministero delle Infrastrutture - deriva dall'applicazione di quanto contrattualmente previsto dalle Convenzioni Uniche stipulate dal 2007 in attuazione della legge di riforma del settore n. 296/2006 unitamente alle Delibere Cipe del 2007 e del 2013 che hanno stabilito le formule tariffarie e criteri di calcolo. La successione delle norme e degli Atti convenzionali ha dato luogo a diversi regimi tariffari che tengono conto, pur con diverse modalità, dei parametri legati all'inflazione (programmata o reale), alla qualità, al recupero della produttività nonché agli investimenti in beni devolvibili effettuati. Per quanto riguarda la spesa per invesimenti sono stati considerati gli importi sostenuti dalle società nel periodo che va dal primo ottobre 2016 al 30 settembre 2017, pari a 755,916 milioni di euro. 

Sempre sulla nota si legge che per oltre la metà dell'intera estensione autostradale le variazioni riconosciute "risultano in linea con il tasso d'inflazione corrente. Per molteplici tratte l'effetto degli arrotondamenti non determina alcuna variazione". Per quanto riguarda alcune concessionarie cui sono stati riconosciuti incrementi superiori alla media si precisa che "trovano giustificazione in specifiche circostanze". Si tratta delle società RAV ( Tratta Aosta Ovest - Morgex +52,69%), Strada dei Parchi (+12,89%) e Autostrade Meridionali (5,98%) che hanno ottenuto tali variazioni in seguito a ricorsi attivati dalle società stesse. Altri adeguamenti consistenti hanno interessato la Torino-Milano (+8,34%) e la Milano Serravalle (+13,91%).

Ecco tutti gli aumenti tratta per tratta:
Asti-Cuneo 0,00%;
ATIVA 1,72%; 
Autostrade per l'Italia 1,51%;
Autostrada del Brennero 1,67%;
Autovie Venete 1,88%;
Brescia-Padova 2,08%;
Consorzio  Autostrade Siciliane 0,00%;
CAV 0,32%;
Centro Padane 0,00%;
Autocamionale della Cisa 0,00%;
Autostrada dei Fiori 0,98%;
Milano Serravalle Milano Tangenziali 13,91%;
Tangenziale di Napoli 4,31%;
RAV 52,69%;
SALT 2,10%;
SAT 1,33%; 
Autostrade Meridionali (SAM) 5,98%;
SATAP Tronco A4 8,34%;
SATAP Tronco A21 1,67%;
SAV 0,00%;
SITAF 5,71%;
Torino - Savona 2,79%;
Strada dei Parchi 12,89%;
Bre. be. mi. 4,69%,
TEEM 2,70% e Pedemontana Lombarda 1,70%.