Roma, 29 dicembre 2017 - Nelle buste paga degli statali saranno caricati tra febbraio e marzo  arretrati che vanno dai 370 euro della classe retributiva più bassa ai 712 di quella più alta, per una media di 492 euro. Questo il risultato dell'intesa tra sindacati e Aran, l'agenzia che ha trattato per conto della ministra della Pubblica Amministrazione Marianna Madia. Il contratto, valido per 240mila dipendenti, copre il triennio 2016-2018. È ora corsa contro il tempo per accelerare e far arrivare gli arretrati già nello stipendio di febbraio. Da marzo, poi, scattano gli 85 euro (in media) dell'aumento a regime.

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Gli statali hanno infatti già maturato gli incrementi di due anni e due mesi, visto che l'adeguamento pieno è previsto per marzo. Necessario ora uno sprint per non perdere l'appuntamento del mese prossimo. Entro oggi l'Aran spedirà al governo la relazione all'ipotesi di intesa, firmata il 23 notte. Un risultato record per l'Agenzia che al posto di dieci giorni ne ha impiegati solo tre per sbrigare le pratiche. Dopo starà all'esecutivo, attraverso il vaglio della Ragioneria generale, dare il via libera, verificando la conformità dell'accordo all'atto di indirizzo e alla finanziaria.

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Per i primi di gennaio il parere dovrebbe essere pronto e questo permetterebbe all'Aran di girare la pratica alla Corte dei Conti. Si punta a chiudere per il 20 del mese, così che il Tesoro abbia tempo di preparare i cedolini di febbraio. Altrimenti scalerà tutto a marzo. In quel caso la busta paga 'rinforzatà presenterà oltre all'una tantum degli arretrati, il primo scatto contrattuale e il bonus per le fasce retributive basse. A quanto maturato in precedenza si aggiungeranno, infatti, le voci che decorrono da marzo stesso. L'aumento lordo, tutto compreso, andrà dai 454 agli 829 euro, a seconda della posizione economica ricoperta, con una media intorno ai 577 euro. Tabelle alla mano, il contratto prevede un incremento a regime dai 63 ai 117 euro mensili (85 circa il valore medio).

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E per le le sette posizioni economiche inferiori c'è da considerare la perequazione, dai 21 ai 25,80 euro mensili. Un assegno, da corrispondere in dieci mensilità, che garantisce il mantenimento degli 80 euro, come promesso dalla Madia. Si calcola che, guardando a tutto il 2018 e a ogni voce, il plus guadagnato con il rinnovo contrattuale va dai 1.273 ai 1.999 euro, dalla prima all'ultima classe retributiva. Quanto a date, c'è da segnalare che il nuovo contratto prevede precise scadenze, per il pagamento di stipendi, dal 20 alla fine del mese, e tredicesime, dal 15 al 21 dicembre. Un modo per fare ordine. Finora solo il settore degli enti pubblici non economici prevedeva dei paletti, mentre le regole adesso valgono anche per ministeri e agenzie fiscali.