Roma, 16 maggio 2017 - È fissato per domani sera il D-day per il bando di vendita di Alitalia. A dare il via libera saranno i ministri Graziano Delrio (che ieri ha rivelato di «aver litigato duramente con l’ad di Alitalia perché accusava il governo italiano di non promuovere a sufficienza il turismo, mentre erano loro a non essere in grado di stare al passo con la rapidità con cui si muoveva la richiesta di Italia») e Carlo Calenda, ma già ieri è arrivato il semaforo verde del leader del Pd, Matteo Renzi, che ha fatto sapere di aver sentito anche il premier Paolo Gentiloni. A firmare l’atto, però, saranno i tre commissari nominati dal governo. Ma proprio mentre Luigi Gubitosi punta l’indice contro i costi del carburante (acquistato con contratti superiori del 20% ai prezzi di mercato), sulla nomina di Enrico Laghi si sono concentrate, ieri sera, le critiche della trasmissione Report: con l’accusa – aver partecipato alla gestione dell’azienda negli anni passati – che il diretto interessato ha respinto al mittente.
 
Ultime ore di lavoro, tra i ministeri e la sede di Alitalia, per limare il testo del bando che definirà il percorso per la vendita della compagnia. I tempi sono strettissimi: le definitive offerte vincolanti dovranno essere presentate entro ottobre. Nel frattempo dovrebbe aprirsi il confronto con i sindacati sul contratto di lavoro, in scadenza a fine maggio. L’azienda ha già fatto sapere che l’accordo va modificato, preferibilmente con l’ok delle organizzazioni sindacali. Va inoltre risolto il nodo del ricorso alla cassa integrazione e ai contratti di solidarietà per il personale in esubero. Non è ancora chiaro se i commissari decideranno di chiedere solo il rinnovo degli ammortizzatori per le persone che sono al momento in solidarietà o se apriranno la procedura di cassa per un numero di lavoratori più alto, come paventato da alcuni sindacati (e se coinvolgerà anche il personale di terra). 
Al momento il commissario Gubitosi, sempre parlando con Report, ha annunciato che si sta lavorando sui risparmi di tutta l’azienda, ma che si parte dal costo del carburante, perché ci sono contratti di copertura fatti a un prezzo superiore a quello di mercato di circa il 20%. Questa operazione, secondo Gubitosi, farebbe risparmiare tra i 100 e i 120 milioni.
 
Attorno alla vicenda Alitalia, però, non mancano nuove polemiche. Report ha sottolineato che il nome di Laghi spuntava nell’azione di responsabilità che venne avviata nel 2011 dall’allora commissario straordinario Alitalia, Augusto Fantozzi. Laghi – aggiungono da Report – si è appena dimesso da consigliere Cai e presidente di Midco, che detiene il 51% di Alitalia. Secondo la legge – ricorda la trasmissione – «non può essere nominato commissario chi ha esercitato funzioni di amministrazione, direzione o controllo nell’impresa insolvente, ovvero si è in qualsiasi modo ingerito nella medesima». Ma Laghi ha fatto sapere che non è stato mai indagato né ha mai ricevuto avvisi di garanzia, così come non ha mai amministrato e gestito l’Alitalia oggi insolvente.