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Articolo 18, Bersani: "Problemi di costituzionalità"
Di Pietro: "Referendum". Camusso: "Già tensioni"

Pensioni, manifestazione unitaria Cgil, Cisl e Uil il 13 aprile

Il leader Cgil: "No una riforma che permette licenziamenti facili, discriminatori, delle persone più deboli". E sottolinea: "Il Paese attraversato da scioperi e mobilitazioni". La Uilm proclama a livello nazionale quattro ore di sciopero generale

Raffaele Bonanni, Susanna Camusso e Luigi Angeletti (foto Imagoeconomica)
Raffaele Bonanni, Susanna Camusso e Luigi Angeletti (foto Imagoeconomica)

Roma, 28 marzo 2012 - "Le tensioni sociali sono già evidenti, da giorni il nostro Paese è attraversato da scioperi e mobilitazioni". Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a Vista tv, a margine di un incontro alla stampa estera. "Ci sono scioperi in tutti i luoghi di lavoro, continueranno a esserci e a essere programmati. I lavoratori - ha proseguito - sono giustamente preoccupati che in una stagione così difficile invece di preoccuparsi di fisco, crescita e creazione di occupazione si cerca di licenziare più facilmente". 

PENSIONI, MANIFESTAZIONE UNITARIA - "Abbiamo deciso comunemente con Cisl e Uil, di anticipare al 13 aprile la manifestazione di tutti i lavoratori" contro la riforma delle pensioni e gli interventi sugli esodati e "su tutti quei soggetti che pagano un prezzo altissimo di una riforma che è stata fatta senza considerare la realtà". Lo afferma la leader della Cgil, Susanna Camusso, alla tv Vista, lasciando la sede della stampa estera.

SCIOPERO UILM - Intanto la Uilm proclama a livello nazionale quattro ore di sciopero generale di tutta la categoria. "Il governo - ha affermato il segretario generale della Uilm Rocco Palombella durante la Direzione nazionale - tuttora ci deve risposte rispetto a: la modifica dell'articolo 18 per la parte relativa ai licenziamenti economici; la risoluzione del problema sospeso dei lavoratori 'esodati'; la decontribuzione degli aumenti contrattuali e dei premi di produzione; l'insostenibile pressione fiscale". "Per quanto concerne la specificità del primo punto siamo consapevoli - ha aggiunto - che l'azione per condizionare i passaggi del disegno di legge sulla Riforma del mercato del Lavoro sarà articolato e prolungato. In tal senso, non escludiamo ulteriori manifestazioni ed azioni di lotta, oltre a quella enunciata oggi, perchè ci prefiggiamo di ottenere un risultato utile per i lavoratori prima dell`avvento della stagione estiva".

DI PIETRO: ART.18, PRONTI AL REFERENDUM - "Qualora questo Parlamento dovesse approvare la modifica dell’articolo 18 l’Italia dei Valori presenterà un referendum". Lo ha affermato Antonio Di Pietro partecipando al sit in IdV, davanti a Montecitorio, contro l’occupazione della Rai da parte dei partiti.

BERSANI: PROBLEMI DI COSTITUZIONALITA' - "Non sono un costituzionalista ma credo che chiunque veda che un problema di costituzionalità c’è. Serve attenzione su come fanno le norme e una correzione in Parlamento". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, condivide i dubbi di costituzionalisti sui licenziamenti per motivi economici previsti dalla riforma. "Non conosciamo ancora le norme - spiega Bersani - e quindi il dibattito è assurdo. Quando arriveranno le norme ne discuteremo con chiarezza ma il metodo e’ che qualsiasi norma arriva in Parlamento si valuta ed eventualmente si corregge".

BONINO: MODIFICHE SOLO PER I NUOVI CONTRATTI - Il calo di gradimento del governo Monti emerso da alcuni sondaggi "è una conseguenza delle riforme che sono state fatte". Lo dichiara Emma Bonino in un’intervista a un quotidiano online. "Questo tipo di riforme sono indispensabili, anche se sarebbe stato meglio farle quando c’era il bel tempo e non ora che c’è un temporale - continua -. Questo aumenta l’ansietà delle persone. Purtroppo, a causa dell’irresponsabilità della classe politica precedente, questi provvedimenti non sono stati presi e ora si vanno ad aggiungere alle preoccupazioni per una crisi da cui, nonostante le illusioni iniziali, non siamo ancora usciti".

L’ex ministro non è d’accordo con chi ritiene che da parte del governo non ci sia stata abbastanza apertura nei confronti delle parti sociali sulla riforma del lavoro. "Questo è un vizio tutto italiano - ha spiegato -, un metodo a cui Monti era ostile fin dal principio. Il premier ha detto che avrebbe parlato con tutti ma il governo si sarebbe poi assunto la responsabilità delle decisioni. Secondo me questo non è un atteggiamento negativo. La riforma del lavoro ha comunque delle ombre. Il nuovo articolo 18, per esempio, credo debba essere applicato solo ai nuovi contratti. Spero comunque che in Parlamento venga apportata qualche modifica".

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