Frédéric Chopin (1810-1849) è stato uno dei compositori e pianisti più importanti nella storia del romanticismo musicale. La sua morte, avvenuta all'età di soli 39 anni, è stata a lungo oggetto di congetture, ma ora un gruppo di scienziati è convinto di avere risolto il mistero: fu colpa della pericardite, una rara complicazione della tubercolosi cronica. La diagnosi è stata pronunciata dopo l'analisi del cuore di Chopin, conservato a Varsavia, nella Chiesa di Santa Croce (il corpo si trova invece nel cimitero Père Lachaise di Parigi).

LA MORTE DI CHOPIN
Lettere e documenti d'epoca avevano già consentito agli studiosi di storia della musica di capire che la salute di Chopin era andata progressivamente peggiorando dopo il compimento del trentesimo anno d'età. Le ragioni di questa condizione medica sono state però oggetto di una lunga disputa, che nel corso del tempo ha attribuito la morte a una serie di cause, dalla fibrosi cistica a un raro disturbo genetico che agevola le infezioni polmonari. In nessun caso la diagnosi poteva essere considerata definitiva.

L'ANALISI DEL CUORE
La nuova ipotesi, che molti sostengono essere definitiva, arriva dopo che un gruppo di scienziati ha potuto godere di un assoluto privilegio, cioè osservare da vicino il cuore di Chopin, conservato in un vaso pieno di cognac sin da quando venne prelevato dal corpo del compositore. "Non abbiamo aperto il vaso", ha dichiarato il professor Michael Witt della Polish Academy of Sciences: "Ma analizzando lo stato del cuore possiamo dire con un elevato grado di certezza che Chopin soffriva di tubercolosi e che la causa immediata della sua morte fu probabilmente una pericardite". Questa conclusione è motivata da una serie di materiali fibrosi bianchi, osservati sulla superficie del cuore, e da piccole lesioni considerate sintomi rivelatori di complicazioni della tubercolosi.

NIENTE ANALISI DEL DNA
Le deduzioni di Michael Witt e colleghi, pubblicate in un articolo dell'American Journal of Medicine, sembrano rendere inutili le richieste di alcuni scienziati, che vorrebbero aprire il vaso in modo da prelevare un campione del cuore per poterlo sottoporre ad analisi del DNA. Witt sottolinea che non è necessario, perché "distruggerebbe il cuore ed è un rischio che non ha senso correre: posso serenamente affermare che ora sappiamo con ragionevole certezza qual è stata la causa della morte di Chopin".

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