Roma, 18 marzo 2017 _  L’arte punta alla bellezza, a essere ammirata. Magari a far discutere, ed essendo un’attività che accompagna l’uomo da sempre, favorevoli e contrari a un’opera o a uno stile sono esistiti ed esisteranno anche in futuro. Ma spesso l’arte è stata anche un bersaglio: dall’iconoclastia medioevale a quella contemporanea, dal mercato, dalla furia fondamentalista, ma anche dalla mancata tutela di un patrimonio lasciato a se stesso. Simona Maggiorelli, giornalista fiorentina, ha raccolto e raccontato queste vicende in Attacco all’arte, la bellezza negata (Asino d’oro, 180 pagine, 18 Euro). «Il linguaggio silenzioso delle immagini – spiega Simona Maggiorelli – è sempre stato guardato con sospetto nella storia occidentale. E in ogni caso considerato inferiore, rispetto a quello cosciente e articolato che si esprime attraverso la parola».
 
Non sono infatti bastati millenni di sublime produzione artistica a cambiare, secondo l’autrice, un presupposto che vede primeggiare su tutto, sin dalla notte dei tempi, il linguaggio verbale o la scrittura. Simona Maggiorelli indaga, attraverso la voce di autorevoli critici e intellettuali, gli episodi nella storia dell’uomo in cui questo attacco è stato particolarmente virulento. Dalle origini dei graffiti nelle caverne preistoriche e sulla fantasia negata delle loro antichissime autrici fino a un’arte contemporanea senza una vera ricerca su immagini che abbiano un contenuto.