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Der Spiegel: "La lupa capitolina è un falso"

La Sovrintendenza di Roma: "Vecchia ipotesi"

Il settimanale tedesco scrive che si tratta di un'imitazione medioevale e non l'originale etrusco. La replica: "I dubbi sono stati sollevati per la prima volta nel 2006, comunque integreremo presto la didascalia con le due teorie"

La lupa capitolina (Ansa)

Roma, 21 novembre 2011 - La Lupa capitolina, simbolo di Roma, "è un’imitazione". Lo scrive Der Spiegel, portando a sostegno un esame del C14 dell’archeologo Edilberto Formigli. "La statua dovrebbe avere 2500 anni secondo quanto è scritto nelle guide - si legge sul settimanale tedesco -. Ma non è così". L’opera, i cui primi dubbi sull'autenticità erano emersi nel 2006, sarebbe dunque un’imitazione medioevale e non etrusca.

 

A beffare il mondo intero sarebbe stato un geniale 'maestro spagnolo'. La lupa originale invece - questo è il dubbio degli esperti - potrebbe essere finita fusa in una fornace già nel 1204, nel corso della quarta crociata. "Che delusione, e che vergogna", scrive Spiegel, rievocando le lodi elargite da centinaia di esperti e critici d’arte. Del resto "né Dante, né Theodor Mommsen si sono accorti dell’inganno".

 

I primi dubbi sull’autenticità del bronzo erano stati sollevati già nel 2006 dalla studiosa Anna Maria Carruba. Che la Lupa non sia originale sarebbe chiaro a questo punto, per la tecnica di lavorazione: l’opera è stata realizzata infatti come pezzo unico e non vi è traccia di saldature alla testa e alle gambe. Una tecnica che nell’antichità non era ancora conosciuta.

 

Sul presunto imitatore, però, è ancora mistero: potrebbe trattarsi di un maestro spagnolo. Alcune tracce conducono a Napoli, dove il talentuoso falsificatore potrebbe aver lavorato, appunto, nel Medioevo. Un’altra pista porta invece nel sud della Spagna. "Diamo la caccia a un fantasma", dice Stephan Lehmann, archeologo dell’università di Halle-Wittenberg, secondo il quale, comunque, il maestro spagnolo era di assoluto valore, "un grande talento". L’opera sarebbe stata commissionata dai conti di Tuscolo, potenta famiglia romana.

 

LA REPLICA DELLA SOVRINTENDENZA DI ROMA - "E’ falso parlare di falso. Che possa essere un’opera medievale è un'ipotesi suggestiva che ha avuto e ha un un certo seguito tra gli studiosi", ma "altri studiosi continuano a collocare la lupa nella data tradizionale del V secolo A.C.", spiega il sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale, Umberto Broccoli. "Nelle piante medievali - spiega Broccoli - Roma era rappresentata come un leone, e pensare al Medioevo per la lupa capitolina nulla toglierebbe al valore dell’opera, anzi rafforzerebbe la vitalita’ dell’idea di Roma rappresentata dal simbolo legato alle sue origini".

 

Tuttavia il sovrintendente ammette che "recentemente Anna Maria Carruba lega al Medioevo la tecnica a cera persa a getto unico con la quale è stata fusa la lupa capitolina. Questa ipotesi sembra confermata dalle analisi al radiocarbonio curate da Lucio Calcagnile: la datazione sembrerebbe riferibile al XII-XIII secolo".

 

Il sovrintendente Broccoli precisa quindi che quella rilanciata dal Der Spiegel "è solo un’ipotesi. Da studioso posso dire che è ben fondata e suffragata da alcune ricerche storico-artistiche calzanti, ma quando siamo nel campo delle ipotesi le cose vanno sedimentate e la certezza e’ difficilissima".

 

In ogni caso, annuncia la Sovrintendenza capitolina - "Integreremo al più presto la didascalia posta sotto la Lupa Capitolina. Accanto alla datazione che la vuole realizzata al V secolo a.C. scriveremo anche che c'è anche l’ipotesi che l’opera risalga al Medioevo".

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