Roma, 15 novembre 2017 - L’incalzare della stagione invernale corrisponde con il sistematico manifestarsi della classica influenza. Il modo migliore per correre ai ripari da quello che non sempre si limita ad essere un banale malanno stagionale – soprattutto per un ampio ventaglio di persone già compromesse da patologie preesistenti – è ricorrere al vaccino antinfluenzale.
Ecco tutto quello che serve sapere sul vaccino messo a punto per il 2017-2018.
Il Ministero della Salute, attenendosi alle indicazioni dell’OMS, ha già lanciato la campagna vaccinale, garantendo ad alcune categorie considerate particolarmente a rischio la possibilità di fruirne gratuitamente. L’influenza, secondo i dati erogati dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), causa mediamente 40.000 morti premature in Europa. Il 90% dei decessi si verifica in persone di età superiore ai 65 anni, soprattutto se affette da altre patologie; per questo motivo il Ministero incoraggia gli over 65 alla vaccinazione, permettendogli di accedervi gratuitamente. E’ stata stilata una lista  che accorpa tutte quelle categorie di persone considerate a rischio, che avranno il diritto di avvalersi a titolo gratuito della somministrazione del vaccino antinfluenzale

- soggetti di età pari o superiore a 65 anni
- bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da malattie che aumentano il rischio di complicanze da influenza
- malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l’asma, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva (BPCO)
- malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30)
- insufficienza renale/surrenale cronica
- malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
tumori
- malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi
- immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale
- patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
- patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
epatopatie croniche
- bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
- donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza
- individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
- medici e personale sanitario di assistenza
- familiari e contatti di soggetti ad alto rischio
- soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori
- personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani

QUANDO - Il vaccino è caldamente raccomandato anche ai bambini sani, in considerazione del fatto che – statisticamente - l’influenza da 0 a 4 anni colpisce 10 volte più che tra gli anziani, e 8 volte in più tra i 5 e i 14 anni. Il periodo indicato come migliore per effettuare la vaccinazione antinfluenzale si basa sull’andamento della situazione climatica del Paese in correlazione all’andamento temporale delle epidemie influenzali precedenti. La finestra ideale per effettuare il vaccino va da fine ottobre a metà dicembre. 

COSTO - Il costo – per coloro che non rientrano nelle categorie a rischio – dovrebbe oscillare tra i 12 e i 18 euro.

Per la stagione 2017-2018 la composizione vaccinale è la seguente: A/Michigan/45/2015 (H1N1) - nuova variante; A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2) - presente anche nel vaccino 2016/2017; B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria) - presente anche nel vaccino 2016/2017.

DOVE - Dove ci si può vaccinare? Ogni Regione e Provincia Autonoma stabilisce le strutture deputate alla vaccinazione. Oltre ai Servizi di vaccinazione dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, partecipano alle attività di vaccinazione anche i Medici di Medicina Generale ed Pediatri di libera scelta.

EFFETTI INDESIDERATI - E’ possibile che si verifichino degli effetti indesiderati dopo la somministrazione vaccinale? A rispondere è il Ministero della Sanità che ha rilasciato in merito questa dichiarazione: “Alla vaccinazione antinfluenzale possono essere associati alcuni effetti indesiderati, la loro frequenza dipende dal tipo di vaccino, da come viene somministrato e dall’età della persona vaccinata. I vaccini inattivati, somministrati per mezzo di iniezione intramuscolare, possono causare comunemente reazioni locali come dolenzia e arrossamento nel punto di iniezione e, meno spesso, febbre, dolori muscolari o articolari o mal di testa. Questi sintomi generalmente sono modesti e non richiedono cure mediche, risolvendosi con trattamenti sintomatici (antipiretici, analgesici) nel giro di un paio di giorni. Febbre, dolori e mal di testa possono manifestarsi più frequentemente nei bambini e ragazzi rispetto alle persone anziane. Raramente i vaccini antinfluenzali a base di virus inattivati possono causare reazioni allergiche come orticaria, rapida tumefazione nel punto di inoculazione, asma o gravi manifestazioni allergiche sistemiche (generalizzate) dovute ad ipersensibilità nei confronti di determinati componenti del vaccino.”

A CHI NON DEVE ESSERE SOMMINISTRATO - Esistono infine due categorie di persone alle quali il vaccino non può essere somministrato, si tratta dei lattanti al di sotto dei sei mesi – per via della mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età – e dei soggetti che abbiano già manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei componenti del vaccino. Per tutti gli altri il vaccino resta la migliore forma di prevenzione.