Roma, 12 ottobre 2015 - UNA BAMBINA di 28 giorni fulminata dalla pertosse a Bologna. Malattie che sembravano debellate tornano a mietere vittime. Come il bacillo della pertosse. Era stato neutralizzato, torna alla carica in virtù del calo delle vaccinazioni. La microbiologa del Policlinico Sant’Orsola Malpighi, Maria Paola Landini, si dichiara sconvolta: vaccinarsi non significa solo proteggere una vita, è un atto di responsabilità sociale. La piccola era stata ricoverata con i sintomi della bronchite, poi sono subentrate complicazioni respiratorie. "Tornano malattie che credevamo sconfitte – ribatte Giovanni Corsello, presidente della Società italiana di pediatria – la pertosse sta registrando una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura».
 
MA LA PROTEZIONE purtroppo è scesa sotto la soglia del 95%, tanto basta a rimettere in moto l’epidemia, e chi ci rimette sono i più deboli. La pertosse non rientra nel ciclo obbligatorio in Italia, ma è solo raccomandata, da fare a partire dai due mesi di età, come il morbillo e la rosolia. L’infezione è particolarmente pericolosa proprio nell’infanzia, ed è per questo che il vaccino della pertosse, somministrato in una dose trivalente efficace anche contro la difterite e il tetano, dovrebbe avere una diffusione a tappeto. Alcune regioni in questi anni hanno addirittura promulgato leggi regionali che aboliscono gli obblighi. Questo ha generato una serie di reazioni a catena. 
 
OGGI A ROMA si riunisce la Commissione salute delle Regioni, per valutare la proposta di un giro di vite nel nuovo piano nazionale per la prevenzione vaccinale. Su questi temi si fa strada l’iniziativa di Alice Pignatti, una mamma di Cesena che ha lanciato sul web una petizione per chiedere «vaccinazioni obbligatorie nelle comunità scolastiche» come accade nel resto d’Europa. Su change.org ci sono già tremila firme, ma il significato dell’iniziativa va oltre il numero di adesioni. 
 
«VOGLIAMO TUTELARE i bambini che non possono essere vaccinati – affermano i promotori – le scelte individuali devono fare i conti con la tutela della salute di tutti». L’allarmismo ha determinato atteggiamenti iperprotettivi dei genitori nei confronti dei figli. «Sono morti neonati senza difese e immunodepressi – insistono gli autori della raccolta firme – mentre altri bambini, che potevano e dovevano essere vaccinati, sono stati lasciati scoperti». 
Nei genitori si è ingenerata la paura nei confronti dei vaccini. Paura che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin continua a combattere a furia di appelli alla vaccinazione che «sono importanti – sostiene il ministro della Salute – sia per gli anziani per evitare complicazioni dell’influenza stagionale sia per i bambini. Vaccini fondamentali anche in questi tempi di forti migrazioni».